08 maggio 2011

David di Donatello 2011: i vincitori

Venerdì 6 maggio, nell'indifferenza generale (sempre più accentuata) e con una sintesi in seconda serata sulla rete generalista, sono stati assegnati i David di Donatello, presunti "Oscar" italiani che sembra non interessino quasi più a nessuno (neanche agli addetti ai lavori).
Per tutto ciò che concerne premi e commenti, mi affido all'articolo de La Stampa.it.
Alla fine a vincere durante questa serata dei David di Donatello 2010-2011 è stato come si poteva prevedere Mario Martone che con 'Noi Credevamo' si è portato a casa ben 7 statuette tra cui quella di miglior film e migliore sceneggiatura. Ma durante la serata che si è svolta stasera all’Auditorium di via della Conciliazione a Roma, condotta da Tullio Solenghi, anche commozione, appelli contro la guerra e la presenza in sala di un ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, che ha sancito i buoni rapporti attuali tra cinema e governo. A vincere anche, subito dopo Martone la commedia amara di Daniele Luchetti, 'La Nostra Vita', che ha ottenuto tra l’altro il miglior premio della miglior regia e quello andato ad Elio Germano come miglior attore già vincitore della Palma d’Oro a Cannes l’anno scorso. Ma si portano a casa dei David anche due esordienti come Rocco Papaleo che con 'Basilicata Coast to Coast' ottiene il premio come miglior regista esordiente oltre a quello che va al miglior musicista (Rita Marcotulli e Rocco Papaleo) e il premio andato alla canzone originale interpretata da Max Gazzè. Altro esordiente a vincere quattro David, tra cui quello giovani, Aureliano Amadei che con '20 Sigarette' ha raccontato la sua breve esperienza in una missione militare italiana in Iraq. 'Benvenuti al Sud' ottiene il premio miglior attrice non protagonista andato a Valentina Lodovini mentre il film 'La Passione' si porta a casa l’omologo al maschile andato a Giuseppe Battiston.
Infine la commedia 'Nessuno mi può giudicare' di Massimiliano Bruno conquista il David andato a Paola Cortellesi come miglior attrice protagonista. Più di una volta nella sala dell’Auditorium sono echeggiati appelli contro il nostro impegno militare in Libia. A cominciare è stato Elio Germano che ha letto un breve bigliettino in cui dopo aver esaltato il lavoro degli operai del mondo dello spettacolo «250 mila persone - ha detto - che non sono assistite ma producono ricchezza. Una ricchezza che dovrebbe confluire nella cultura e non in missioni di guerra. A parlare di guerra è stato poi il regista Aureliano Amadei che ha sottolineato come anche per lui c’è «più desiderio di cinema che di guerra». Contrario all’ impegno militare italiano anche lo stesso vincitore Martone che alla fine della serata, dopo aver dedicato il premio a Angelo Vassallo sindaco di Pollica (Sa) ucciso dalla Camorra ha ricordato che non crede alle guerre e che «dietro ogni guerra c’è sempre un altro motivo».

Nessun commento: