25 febbraio 2012

Paradiso amaro (The Descendants)


Matt King (George Clooney), in procinto di vendere un favoloso appezzamento di terra ereditato dalla trisavola regina hawaiiana, si vede suo malgrado costretto ad occuparsi delle due figlie, la problematica Alexandra (Shailene Woodley) e la pepata Scottie (Amara Miller), dopo che la moglie finisce in coma in seguito a un incidente nautico. Ce la farà?
Alla quinta fatica (ma il grande pubblico, compreso il sottoscritto, non conosce affatto la prima, tale Citizen Ruth del 1996), Alexander Payne sceglie un'inedita location, le Hawaii, ma non cambia registro, dando vita a un nuovo spaccato di real life solido e ben strutturato, supportato dal solito ottimo cast e suffragato da uno script impeccabile fedelmente trasposto dall'omonimo romanzo di Kaui Hart Hemmings.
Questa mia recensione, a dirla tutta, potrebbe anche finire qui: film inappuntabile, attori in parte, sceneggiatura di ferro.
Invece sapete cosa? A me non ha coinvolto neanche per un solo minuto. A parte la coraggiosa scelta di mostrare com'è realmente questo supposto paradiso del Pacifico e la splendida prestazione di George Clooney, davvero bravissimo, questa pellicola non mi ha mai suscitato un singolo sussulto emotivo (escludendo le ovvie scene riguardanti la moglie di King, fin troppo ricattatorie). E a questo punto posso affermare che Payne, da me idolatrato dopo il magnifico Election, si è via via perso in storie senza una grinza ma totalmente prive della grinta e della sapida lucidità del grandissimo film del 1999. Ed è un peccato, perchè si vede che il regista del Nebraska ha talento (inesploso o sopito, questo è ancora da capire) da vendere.
Non serve aggiungere altro, a parte il fatto che non sarò mai un estimatore della musica hawaiiana...
Andate comunque a vederlo, dato che ho l'assoluta certezza che sarò uno dei pochissimi a pensarla così.

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