La cerimonia è stata piuttosto snella anche se non ha evitato lungaggini e/o momenti non particolarmente riusciti: Billy Crystal, seppur imbotulinato e un po' incartapecorito, ha offerto una conduzione divertente, professionale e senza incertezze. Se posso dirlo, avrei osato di più con il montage iniziale e non avrei ripetuto per l'ennesima volta uno dei suoi marchi di fabbrica: l'ormai anacronistico "what the stars are thinking".
I premi sono stati equamente distribuiti tra The Artist e Hugo (cinque statuette a testa), ma le più importanti sono tutte andate al film francese, che doveva vincere e ha meritatamente vinto; Woody Allen ha immeritatamente vinto con una delle sue più fastidiose sceneggiature degli ultimi anni; Moneyball è stato colpevolmente snobbato; Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (che ha ringraziato l'Italia) hanno vinto il loro terzo Oscar, per la gioia di tutti noi movie-fan dello Stivale; Jean Dujardin, Octavia Spencer e Christopher Plummer hanno vinto con pieno merito, anche se le avversarie della brava attrice di colore erano altrettanto meritevoli.
In sintesi i momenti up sono stati:
- a costo di ripetermi, la vittoria di Meryl
- il discorso di Plummer, lucido e arguto
- il semi-discorso della Spencer, sopraffatta dall'emozione
- i siparietti di Gwyneth Paltrow e Robert Downey, Jr. (strepitosi), Emma Stone e Ben Stiller (lei divertentissima), e Cameron Diaz e Jennifer Lopez (autoironiche)
- l'esibizione del Cirque du Soleil (con caduta), splendida
- l'esilarante filmato di commento alla proiezione de Il mago di Oz
Mentre i momenti down sono stati:
- la solita, irritante, neanche più provocatoria messinscena di quel lobotomizzato di Sacha Baron Cohen, che non ha trovato nulla di meglio da fare che cospargere di cenere lo smoking di Ryan Seacrest, inviato di E!
- la mancanza di filmati e/o montaggi degni di questo nome
- la mancata esecuzione di canzoni e scores candidate
- il segmento In Memoriam, toccante ma incompiuto nella realizzazione
Non ho volutamente parlato delle mise dei vari ospiti, a cui cercherò al più presto di dedicare un post estremamente dettagliato.
In conclusione, una cerimonia decisamente migliore dello scorso anno, ma a cui è mancato il classico guizzo per renderla davvero appassionante. Anche se, a dirla tutta, la vittoria di Meryl è bastata a sopperire tutta la stanchezza e noia patite per quasi tre ore!

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