Ormai afflitta da una galoppante demenza senile, l'ex Prime Minister Margaret Thatcher (Meryl Streep), prima donna nella storia ad aver rivestito la carica politica più importante del Regno Unito, ripercorre gli inizi della fulgida carriera in qualità di signorina Roberts, l'incontro con il marito Denis (Jim Broadbent) e le continue lotte per affermare un nuovo concetto di figura femminile in una società prettamente e orgogliosamente maschilista.
Diretto dalla regista inglese Phyllida Lloyd, che già aveva collaborato con la Streep nel godibilissimo Mamma Mia!, The Iron Lady è sostanzialmente un ritratto smussato, banalizzato e fin edulcorato di una delle più controverse figure politiche degli anni ottanta. Se infatti la Thatcher era famosa per la sua austera rigidità, qui il concetto che si vuole trasmettere è di appassionata abnegazione verso i propri ideali e totale dedizione nei confronti dello Stato, insieme a uno spaccato di vita personale al quale lo spettatore molto onestamente non riesce a partecipare, vista la natura del personaggio in questione.
Non aiuta poi la conduzione piatta e totalmente priva di pathos sia della regia che della sceneggiatura, costruite ad arte per non distrarre l'audience dalla performance dell'indiscussa (e peraltro unica) protagonista di questo prodotto: Meryl Streep. Che, ovviamente, non delude. La più grande attrice vivente sciorina infatti un'altra grandissima interpretazione (aiutata da un riuscitissimo makeup): mastodontica nella depiction della vecchia lady Thatcher che parla con lo spettro del defunto marito, diligente e aderentissima al ruolo negli anni di Downing Street.
Quello che stride, però, è come determinate scene e/o inquadrature sembrino cercare l'effetto o l'impressione mnemonica a tutti i costi, svilendo di conseguenza l'impressionante lavoro di accento, mimica e caratterizzazione fatto dalla signora Streep.
In considerazione di tutto ciò, posso assolutamente capire come mai l'Oscar possa nuovamente sfuggire di mano alla grandissima Meryl: il talento cristallino, ineguagliato e ineguagliabile, non può purtroppo sopperire a un film non-film e a una campagna pubblicitaria ridondante e ossessiva, che alla fine, da quando il mondo è mondo, stanca.
In definitiva, seppur imperdibile per tutti i fan di Meryl Streep, non ne consiglierei la visione, se non in lingua originale e comodamente seduti davanti al televisore...

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