03 febbraio 2009

Revolutionary Road

Kate e Leo sono tornati. Ma chi si attendeva un ritorno anche da parte di Rose e Jack dal Titanic sarà rimasto delusissimo. Il perchè è presto spiegato: non solo Kate e Leo hanno raggiunto un ragguardevole livello di maturità professionale ed anagrafica, bensì hanno scelto un film spiazzante e coraggioso per la loro attesissima rentrée.
Revolutionary Road, infatti, non è un film per il grande pubblico, non è particolarmente gradevole, non è immediato, non è razionale. E' una pellicola scomoda, sotterranea, apparentemente incomprensibile e disperatamente liberatoria. La sensazione che si ha al termine della proiezione è di smarrimento, quasi di noia; l'effetto, però, è quello di un ottimo vino invecchiato in barrique: un retrogusto di pura estasi che sopraggiunge dopo la fase di decantazione.
Velocemente, la trama: Frank e April Wheeler sono una giovane coppia middle class che coltiva noia e anticonformismo in un sobborgo benestante (e benpensante) di New York. Belli e colti, intelligenti e sofisticati, i Wheeler sono ammirati dai più ovvi vicini di casa e da un'inopportuna agente immobiliare. Nel privato, invece, la coppia prova a resistere all'amore finito e ai silenzi infiniti, alle notti bianche e ai bicchieri pieni. Frank inizia una squallida liaison impiegatizia, April si inventa una vita a Parigi, dove vorrebbe trasferire la sua famiglia e la sua inquietudine. L'idea romantica della fuga riaccende la passione nel talamo e la fiducia nel futuro ma la “rivoluzione” cova sulla Revolutionary Road.
Ovviamente strepitoso il cast, a cominciare da un DiCaprio finalmente libero da qualsiasi cliché e capace di intensissimi sguardi rivelatori e da una stratosferica Kate Winslet, ormai definibile una delle più grandi attrici del nostro tempo, sapientemente diretta dal marito Sam Mendes, anch'egli in grado di trasmettere emozione pura con la sola scena pre-finale della colazione in cucina.
Bravissimi i comprimari: Michael Shannon, il paranoico figlio dell'agente immobiliare (una sempre ammirevole Kathy Bates), e Kathryn Hahn, la solare moglie del vicino di casa, su tutti.
Curiosità: il personaggio della Winslet risulta di impressionante somiglianza a quello di Julianne Moore in The Hours, anche se con esiti ben differenti.
Un film assolutamente da vedere, ma da apprezzare, con calma, dopo qualche ora.

1 commento:

Anonimo ha detto...

concordo con la splendida recensione...un film da svenire (letteralmente)! e poi lei quanto è brava a fare l'accento americano?

Luisa