05 febbraio 2009

The Millionaire (Slumdog Millionaire)

Ok, è a tratti macchiettistico (i turisti del Taj Mahal), la fotografia vira in alcune circostanze sul cartolinesco, risulta sopra le righe sotto diversi aspetti, ma alla fine è impossibile non essere travolti da questo gioiellino dell'estroso regista inglese Danny Boyle (Trainspotting, 28 giorni dopo, Sunshine).
E' impossibile non commuoversi di fronte a questa moderna favola d'amore e sull'amore, sviluppata con ritmo frenetico e continui cambi di prospettiva e approccio, ed è altrettanto impossibile non partecipare alla passione incondizionata e sincera di Jamal (interpretato dal bravissimo Dev Patel) nei confronti della radiosa Latika (Freida Pinto, di una bellezza sconcertante).
Ma veniamo alla trama: una domanda e venti milioni di rupie separano Jamal Malik da Latika, amore infantile e mai dimenticato. Dopo averla incontrata, persa, ritrovata e perduta di nuovo il ragazzo, un diciottenne cresciuto negli slum di Mumbai, partecipa all'edizione indiana di “Chi vuol essere Milionario” per rivelarsi alla fanciulla dimostrandole che non è solamente uno "slumdog".
Come mi suggerisce saggiamente il mio amico Fabio, che "bacchetto" per non pubblicare mai i suoi commenti su questo blog, The Millionaire (Slumdog Millionaire in originale) è davvero travolgente, si basa su un’idea veramente originale (quella dei flashback che ti fanno capire il motivo per cui il protagonista è in grado di dare la risposta giusta) ed ha un cast perfetto (come già detto).
Da cineblog.it: "Difficile imbrigliare il film in una categoria. La definizione di commedia è inappropriata e quella di dramma gli va decisamente stretta. Per dirla con le parole di Danny Boyle: “E’ una commedia ma è anche, a tratti, un dramma terribile. Ci sono momenti di grande dolore e di grande pathos. E’ una favola, e come tutte le favole che si rispettino, contiene momenti di forte inquietudine e di orrore. C’è una grande mescolanza di cose in grado di farti ridere o piangere o spaventare”".
Assolutamente da cineteca la scena finale, in cui l'ultima risposta al quiz viene pronunciata da Jamal con il contrappunto di un episodio estremamente drammatico (su cui è meglio tacere).
Imperdibile.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Con estremo ritardo ho visto Slumdog Millionaire, concordo con il tuo parere.
Il senso del film del resto è tutto nel titolo originale, non nella versione tradotta.
A me è piaciuta la visione bollywoodiana da cartolina, concordo con le eccessive 'macchiette' e la forse eccessiva presentazione di tutti ma proprio tutti i drammi dell'India. (Del resto noi avremmo sventolato anche di più in Gomorra pur di vincere un oscar)
Però c'è qualcosa che nel complesso non mi torna, uno scollamento tra prima e seconda parte, qualcosa che sfugge. Ma forse e solo lo svolgersi della favola; tra orrore e felicità.
Nilde

Vittorio Guasti ha detto...

Dottoressa i suoi commenti sono sempre perle rare...
Ne faccia più frequentemente...