Livello medio sceso a livelli inaccettabili, presentatori incartapecoriti e totalmente fuori contesto, show fotocopia degli ultimi anni senza un'ombra di originalità, mise improponibili e un interval act francamente scadente: la seconda serata dello show più trucidamente sfavillante d'Europa si conferma come il trionfo dell'oggettivamente repellente e dell'incontestabilmente tamarro.
Ma a noi, patiti dell'Eurofestival, piace e piacerà sempre così.
In questo caldissimo giovedì di maggio sono emersi, nel nulla più desolante, la tronfia svedese Loreen, peraltro già la favoritissima dell'intero concorso, e il bell'estone Ott Lepland, dalla voce potente e dal song title quanto meno bizzarro, almeno nei paesi latini: "Kuula" (che in lingua locale peraltro significa "Ascolta"). Il resto non vale neanche la pena nominarlo.
In attesa della finale di sabato, andiamo ad ascoltare le canzoni appena descritte.

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