Andy, il padroncino dei protagonisti di questa splendida saga targata Pixar, è in partenza per il college. Dovendo svuotare la sua stanza, la madre lo obbliga a scegliere che fare dei vecchi giocattoli. Woody, Buzz, Jessie e tutti gli altri, tra mille peripezie, dovranno nuovamente affrontare ogni genere di prova per restare insieme, come una vera famiglia...Dato che sarei seriamente in difficoltà e risulterei prolisso e ripetitivo di fronte all'ennesimo C-A-P-O-L-A-V-O-R-O di quegli assoluti geni della Pixar, mi affido una volta tanto ai giudizi di alcune importanti testate web di casa nostra, che non la pensano molto diversamente dal sottoscritto...
La Repubblica. Toy Story 3 è fatto per piacere in uguale misura ad adulti e bambini. Divertente e commovente dall’inizio alla fine, il film è particolarmente spassoso nelle scene con Barbie e Ken.
Il Corriere della Sera. Se non è un capolavoro poco ci manca: un fuoco d’artificio di trovate e di colpi di scena che passano dalla commedia al dramma fino al melodramma, capaci di bruciare in poche sequenze materiali per almeno un’altra dozzina di film. C’è la capacità di passare da un cinema d’invenzione a uno di emozione a un’altro ancora di riflessione senza perdere mai di vista il piacere dell’avventura e della sorpresa.
Il Foglio. Dopo Wall-E e Up, l’animazione Pixar non conosce limiti, né di tecnica (sublime) né di temi (universali). Dove lo trovate un altro film di un’ora e mezza furiosamente riscritto per un paio d’anni, fino all’assoluta perfezione? Applausi fino a spellarsi le mani.
ComingSoon. Ancora una volta, la Pixar instaura con lo spettatore una complicità spontanea, che dribbla la ragione e abbatte le difese emotive: è la qualità fondamentale di un “autore”, al quale non si richiede tanto la perfezione, quanto la fedeltà a un modo di concepire l’arte e l’esistenza.
MoviePlayer. La solita cura dei dettagli, dalle infinite citazioni, interne al mondo Pixar e non, un uso della terza dimensione funzionale alla storia, mai invasivo o stancante; la ormai scontata raffinatezza dell’aspetto tecnico, qui al suo meglio in sequenze che impressionano per il quantitativo di oggetti presenti in scena e mirabilmente animati nella definizione di un mondo mai realistico, ma assolutamente credibile, l’incredibile livello emotivo di un film che intrattiene i più giovani ed arriva a commuovere gli adulti in più di un’occasione. Tutto questo ha un nome: Pixar, uno studio che ormai non smette di sorprendere e che, probabilmente, non sbaglierà mai un film.
Per ogni residua considerazione, rimando alla recensione fatta per Up nell'ottobre 2009. Nulla è cambiato.
Anche Toy Story 3, pertanto, è un film ASSOLUTAMENTE da non perdere.
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