1995: Toy Story (191 M$ USA + 170 M$ Mondo)1998: A Bug's Life (162 M$ + 200 M$)
1999: Toy Story 2 (245 M$ + 239 M$)
2001: Monsters & Co. (255 M$ + 269 M$)
2003: Alla ricerca di Nemo (339 M$ + 525 M$)
2004: The Incredibles (261 M$ + 370 M$)
2006: Cars (244 M$ + 218 M$)
2007: Ratatouille (206 M$ + 417 M$)
2008: WALL-E (223 M$ + 297 M$)
2009: Up (293 M$ + 214 M$)
Prossimamente:
Toy Story 3 (2010)
John Carter of Mars (2011 o 2012)
1906 (2012)
Potrei non aggiungere altro, limitandomi a dire che, a parte Cars (7.5, sul quale sono d'accordo) e A Bug's Life (7.3, sul quale NON sono assolutamente d'accordo), le restanti otto perle della Pixar sono sopra il voto globale di 8.0 sull'Internet Movie Database, il più importante ed autorevole website dedicato alla settima arte.
Come indicato sopra, anche gli incassi sono ormai una garanzia che dura da quasi quindici anni, con significative differenze di apprezzamento tra il mercato nordamericano e il resto del mondo: infatti, a parte l'exploit de Alla ricerca di Nemo, incasso-monstre vicino ai 900 milioni di dollari, è interessante notare che i due Toy Story e Cars, apprezzatissimi oltreoceano, non hanno avuto altrettanto successo worldwide; al contrario, WALL-E e soprattutto Ratatouille, lievemente sotto le aspettative negli USA, hanno davvero colpito l'audience degli altri continenti. Cosa significa tutto ciò? Che, seppur con alternanze di gusti, i soli ed unici geni dell'animazione della Pixar riescono sempre a colpire nel segno. E che, lasciando da parte qualsiasi considerazione, non esiste una simile striscia positiva di critica e pubblico in termini di studios cinematografici fin dalla produzione del loro primo cortometraggio, datato 1984, in piena era pioneristica in ambito CGI.
Perchè la Pixar abbia un riscontro così entusiasta è presto spiegato: livelli animativi di perfezione tecnico-stilistica senza paragone, campagne marketing perfettamente mirate, eterogeneità dei soggetti proposti e soprattutto sceneggiature che non hanno nulla da invidiare alle altre categorie di celluloide.
Ad esempio, lo sapevate che per adattare il soggetto di Up ad una sceneggiatura che fosse veramente adeguata, Bob Peterson, Pete Docter e Thomas McCarthy ci hanno messo quasi due anni? E che tutta la casa di produzione è già al lavoro per ideare e realizzare i progetti dei prossimi dieci anni?
Ecco, questa è la Pixar: i soli ed unici rappresentanti della nuova frontiera del cartoon.
E Up è la loro ultima, fenomenale creatura, presentata per la prima volta con tecnologia 3D.
Con un inizio spiazzante e quasi totalmente privo di dialoghi (analogamente a WALL-E), Up si distingue immediatamente dal filone più strettamente legato agli stereotipi del cartoon per l'infanzia (filo conduttore un po' di tutti e dieci i prodotti), proiettandoci immediatamente nelle varie sfaccettature del reale, per poi condurci in una sorta di "mondo a parte" popolato da cani parlanti e creature quasi mitologiche: tutto ciò con la consueta leggerezza e un'immancabile dose di genuina commozione.
Assolutamente inutile dilungarci sulle stratosferiche caratteristiche tecniche della pellicola, presentata (e da me vista) in 3D: meglio concentrarsi (ancora una volta) sull'innovativo approccio della trama, che erge a protagonisti un quasi ottantenne con una "missione impossibile" e uno scout cino-americano che suo malgrado lo accompagnerà in questa appassionante avventura.
I sogni, il rapporto generazionale, la smitizzazione dell'idolo, il bisogno di calore umano, il messaggio ambientalista, i sentimenti più puri: Up è questo e molto altro ancora.
Un film da vedere e rivedere, possibilmente in 3D, con un pensiero ai prossimi traguardi che la Pixar ci permetterà sicuramente di raggiungere e superare.
1 commento:
Devo dire che concordo in tutto, il prodotto della Pixar è sempre più coraggioso e geniale sotto molti aspetti: lo Spencer Tracy protagonista, la distruzione dei propri miti e la leggerezza di una vita normale.
Chapeau.
Nilde
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