08 luglio 2010

X-Men le origini: Wolverine

Hugh Jackman, protagonista di questo spin-off della bella serie cinematografica dedicata ai mutanti, aveva detto, durante la campagna promozionale del film, testuali parole: "è un film d'azione diverso dagli altri, perchè alla base c'è un soggetto vero, una storia che riporta indietro ai classici film d'avventura".
Ora, fermo restando il fatto che durante le press-conference di lancio della pellicola chiunque parlerebbe del proprio prodotto come di un irrinunciabile masterpiece, arrivare a dire che alla base di Wolverine c'è la sceneggiatura è affermazione da corte marziale istantanea. E francamente dal signor Jackman, che apprezzo molto soprattutto per l'istrionica ed ironica vena tipica dello showman, non mi sarei mai aspettato una simile mercificazione della propria immagine.
Detto questo, la STORIA: Sulle montagne rocciose canadesi, Logan (Jackman) cerca la pace dopo un secolo di guerre e violenza. Kayla (Lynn Collins) lo ama e lo incoraggia a dar retta alla propria natura umana e a tenere a bada la forza sovrumana e mutante che è in lui, ma il brutale assassinio della donna da parte del fratello Victor (un INSOPPORTABILE Liev Schreiber), riporta inevitabilmente Logan nelle mani di William Stryker (Danny Huston), che vuole fare di lui l'Arma X, una macchina da guerra indistruttibile...
Prologo ed epiloghi da denuncia a parte, l'incedere del film è pari a quello di una testuggine che cerca di raggiungere uno scoglio su una spiaggia deserta, e le scene d'azione sono straviste; sorprende poi il fatto che neanche gli effetti visivi riescano ad essere convincenti fino in fondo, e che alcune caratterizzazioni sfiorino (e superino, in alcuni casi) il ridicolo.
Si salva il solo Ryan Reynolds in un doppio ruolo che affronta con la giusta dose di sarcasmo e di credibilità.
Da evitare senza dubbi di sorta.

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