09 dicembre 2009

The Orphanage (El Orfanato)

Laura (Belén Rueda) ha trascorso gli anni più felici della sua infanzia in un orfanotrofio vicino al mare, accudita dal personale e dagli altri bambini orfani che lei ha amato come fossero fratelli e sorelle. Trent’anni dopo, torna in quel luogo con suo marito Carlos (Fernando Cayo) e il figlio Simón (Roger Príncep) di sette anni, con il sogno di ristrutturare e riaprire l’orfanotrofio, a lungo chiuso e abbandonato, per farne una dimora per bambini disabili. Il mistero che aleggia nella nuova magione non tarderà a presentarsi sotto forma di presenze invisibili, assistenti sociali dalle dubbie intenzioni e sparizioni eclatanti, come quella del piccolo Simón...
Meglio fermarsi qui per non farmi odiare da chi detesta le trame che rivelano troppo (ad esempio quelle della più famosa rovina-film della storia, Lietta Tornabuoni), e volgere l'attenzione agli aspetti che hanno caratterizzato l'abbastanza sorprendente successo di questo thriller iberico di due anni fa, diretto in modo impeccabilmente diligente da Juan Antonio Bayona e interpretato in modo davvero convincente dall'intero cast (Rueda in testa).
Come detto, Bayona sa sicuramente il fatto suo, soprattutto nella creazione della suspense (da brividi la scena della medium) e nella direzione degli attori; diventa però troppo scolastico quando indugia in panoramiche insistite della casa del mistero, porte che sbattono, giostrine che cigolano e tutto il campionario del genere.
Peccato, perchè il finale vira sulla riconciliazione dei presunti spiriti e sulla pace interiore della protagonista scegliendo la via più poetica possibile, nobilitando così un prodotto che poteva essere considerato "una gradevole variazione sul tema" a metà tra The Haunting e The Others. Grandissimo merito va in ogni caso attribuito alla strepitosa partitura di Fernando Velázquez, immancabile protagonista di tutta la pellicola, che in alcune varianti (vedi l'estratto "Reunion") si erge addirittura a carattere principale creando, da sola, tutta l'atmosfera necessaria.
Attenzione quindi al cinema ispanico di questo nuovo millennio, sicuramente da (ri)scoprire.
Come questo gradevolissimo film.

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