E' vero, potrebbe essere accusato di faciloneria ruffiana.E' vero, in alcuni dialoghi e/o situazioni i rimandi alla Sundance generation sono smaccatamente chiari.
E' vero, può essere considerato una versione riveduta e corretta di Juno.
Ma è altrettanto vero che le sopracitate considerazioni sono le uniche note "negative" di un film altrimenti coinvolgente, intelligente, differente. Insomma, e non esagero, bellissimo.
In poche parole il plot: Tom, con una laurea da architetto, lavora presso un editore di biglietti augurali. Un giorno viene assunta come segretaria del suo capo Summer (Sole in italiano), la quale ha come filosofia di vita la regola di non volere un rapporto duraturo. Tom se ne innamora timidamente ma follemente, e lei, apparentemente, lo contraccambia. Il film ci racconta, in un continuo andirivieni, i 500 giorni della loro storia a due.
Etichettato un po' troppo frettolosamente come commedia romantica, 500 Giorni Insieme è più che altro uno spassoso e melanconico spaccato sull'amore, inteso come desiderio (oppure no) di costruire un'autentica relazione. La vera (geniale) novità è che la vittima dell'amour fou non è Summer (una bravissima Zooey Deschanel), ma il sognatore Tom (uno strepitoso Joseph Gordon-Levitt), con tutte le conseguenze del caso.
A partire dall'esilarante scritta che compare sullo schermo ad inizio film, fino all'ultimissima scena (il colloquio di lavoro), il film alterna momenti divertentissimi ad altri più introspettivi e curiosi, senza mai (s)cadere nell'ovvio o nel risaputo. Merito dell'arguto soggetto, e delle abilità registiche dell'esordiente Marc Webb, di cui sentiremo parlare parecchio negli anni a venire.
Un film assolutamente da vedere e rivedere, che spero possa essere considerato, anche in minima parte, dall'imminente messe di premi cinematografici.
Nessun commento:
Posta un commento