Impressionante, poi, il dato del botteghino worldwide (USA e Canada esclusi): 410,8 milioni di dollari in totale, e mancano ancora Argentina e Uruguay (uscirà il 1° gennaio), Cina (2 gennaio) e, fanalino di coda, l'Italia, dove, come già ampiamente e aspramente criticato, la pellicola uscirà il 15 gennaio per dar spazio in questi giorni ai cinepanettoni e ai cartoon natalizi. Il totale generale di Avatar è pertanto ad oggi di 623,8 milioni di dollari in circa 10 giorni di programmazione in tutto il mondo: risultato veramente strabiliante.
Fermo restando che Cameron ancora una volta ha avuto ragione (si vocifera di un budget produttivo superiore ai 300 milioni di dollari), vedremo se Avatar sarà in grado di emulare Titanic, che partì in sordina (28 milioni di dollari nell'opening weekend) per poi incassare una media costante di 30 milioni di dollari nei successivi 10 weekend, unico caso nella storia del cinema.
Inutile dire che, a questo punto, il nome di James Cameron è più che una garanzia al botteghino: non dimentichiamo infatti che Avatar non è l'adattamento di un libro, non fa parte di trilogie o saghe, non è un prequel, non è un sequel, non è un remake, non è uno spin-off, non è tratto da un fumetto o altra pubblicazione analoga e soprattutto non annovera nessun attore o attrice realmente famosi, se si eccettua la grandissima Sigourney Weaver (peraltro assente dalle scene da parecchi anni).
Più che ovviamente, non vedo l'ora di vederlo...
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