22 marzo 2010

Alice in Wonderland (RealD 3D)

Alice teme di essere pazza. Da quando è piccola continua a fare sempre lo stesso sogno, non sta mai attenta quando le parlano, è diversa dal resto della buona società che frequenta e non si integra nelle regole del suo mondo. Affinchè non rimanga zitella come la zia, che senza marito pazza lo è diventata sul serio, i parenti le combinano il matrimonio con un ottimo partito: un giovanotto integrato, conformato, di nobile lignaggio e con qualche problema digestivo. Al grande ricevimento nel quale le verrà fatta la proposta però le visioni di Alice si fanno insistenti, il ticchettio di un orologio sembra ossessionarla e sul più bello vede comparire un coniglio in doppiopetto che le indica che è oramai tardi. Alice lo segue nella sua tana e finisce in quel mondo che aveva sognato fin da piccola, dove scopre che esiste una profezia...
Alice in Wonderland, ennesima rivisitazione gotica da parte di uno dei registi più "visionari" del cinema moderno, è, semplicemente, un fallimento totale e senza appelli.
Anzi, per il budget utilizzato, le star impiegate, l'hype creatosi e tutto il resto, non si può definire un banale fallimento: il film di Burton è una sacrosanta porcheria.
Anzi, una volta tanto lasciatemi utilizzare un accenno di turpiloquio: Alice in 3D è davvero una cagata pazzesca (citando il leggendario Paolo Villaggio).
Inimmaginabilmente orrido.
Incommensurabilmente inutile.
Impensabilmente fastidioso.
Non so realmente da dove iniziare per descrivere una simile pellicola; meglio utilizzare una sorta di "stream of consciousness" senza ordine né logica particolare: la regia è piattissima, quasi svogliata; Johnny Depp è antipaticissimo e decisamente insopportabile nella sua ripetitività gigionesca; il personaggio di Alice è tristemente scialbo e l'attrice che lo interpreta è seriamente inespressiva; il 3D, realizzato in postproduzione, non aggiunge assolutamente nulla al presunto piacere visivo; le musiche del fedele Danny Elfman sono uno stanchissimo patchwork di tutte le colonne sonore precedenti; la sceneggiatura è inizialmente noiosissima per poi sprofondare nella mera idiozia (negli ultimi trenta minuti circa).
Qualche pro? Beh, giusto un paio: la Bonham Carter e la Hathaway si sforzano parecchio nei panni delle due regine e riescono a regalare qualche momento di sporadico divertimento, e i candelabri, i tavoli ed altro ancora retti da scimmiette e ranocchi sono a tratti esilaranti.
Il momento più basso? La "deliranza", il ballo in cui si esibisce Johnny Depp verso la sospiratissima fine del film: mai avrei pensato che Burton potesse concepire una simile iniquità. Da nascondersi all'istante dalla vergogna.
Insomma, un film di un'inutilità imbarazzante che credo rappresenti il più brutto prodotto che io abbia avuto la sfortuna di vedere nell'ultimo paio d'anni.
ASSOLUTAMENTE da evitare.

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