30 gennaio 2006

Munich

L'incipit è noto: durante le Olimpiadi del 1972 di Monaco di Baviera un commando di estremisti palestinesi (denominato Settembre Nero) prende in ostaggio e poi uccide 11 atleti israeliani. A seguito dell'attentato, una squadra di cinque uomini viene segretamente incaricata dal governo israeliano di stanare e uccidere i responsabili.
Il risultato (da Spielberg) potrebbe essere esplosivo; invece il tutto si risolve con un bel prodottino (tecnicamente ineccepibile e ben recitato) che però scivola via piatto e senza sussulti che lascino il segno. Quasi tre ore purtroppo prive di un qualsivoglia accettabile coinvolgimento morale: cosa che, in un film del genere, dovrebbe essere più che auspicabile. Alcune sequenze per la verità sono molto toccanti e provano timidamente a coinvolgere lo spettatore (il discorso di Golda Meir, il parallelo tra le preoccupazioni di Avner e la tranquillità lavorativa di Robert, il bellissimo montaggio dell'atto sessuale con il "movente" del film, e cioè l'omicidio degli atleti); però la pellicola si perde costantemente in inutili dettagli documentaristici o ritratti caratteriali dilettantistici, e dimentica ogni reale mezzo di intrattenimento che è sempre stato il cavallo di battaglia di Spielberg. Che, per carità, si impegna non poco a dimostrare il suo coraggio nel prendere o non prendere posizioni politiche, ma fallisce nel far sembrare un film il suo pensiero.
Da vedere per le ricostruzioni, gli interni e i costumi anni '70, da non vedere per chi si aspetta un film appassionante (come Minority Report), coinvolgente (come Schindler's List) o toccante (come Il Colore Viola).

3 commenti:

Massimo ha detto...

Caro Vitto, leggendo il tuo commento su Munich sono rimasto a dir poco allibito. Come ha potuto un film con una tale forza bruta visiva lasciarti emotivamente tranquillo e immoto, come se stessi guardando un documentario sulla crescita dell'erba?

Per quel che ho letto in interviste con Spielberg, il regista ha voluto fare questo film perchè è importante che la gente non dimentichi e perchè gli stava a cuore, ma non voleva imprimerlo con nessuna lezione moralistica (à la Schindler's List) e voleva lasciare che "parlasse da solo". Secondo me c'è riuscito in pieno. Non cadendo nel moralistico e non forzando le lacrime dello spettatore, ci lascia liberi di sentire ciò che abbiamo dentro. Lui ci mostra solo ciò che si pensa sia successo, a noi il giudizio finale.

Nel frattempo, però, crea un film che riflette un grande maestro del passato, Alfred Hitchcock, nel sostenere azioni prolungate, nel creare tensione semplicemente lasciando che l'azione si sviluppi seguendo i suoi tempi, nell'inserire qua e là dei "simboli" che sta allo spettatore cogliere o meno.

Per esempio, brillante è la scena dell'esplosione dell'appartamento parigino, quando l'audience non sa se a morire sarà il padre o la figlia; l'azione è diretta in modo brillante e senza alcun difetto. Oppure la scena finale in cui Avner, lasciato Ephraim, cammina davanti allo sfondo di Manhattan dominato dalle allora nuovissime Torri Gemelle; senza dire nulla, con uno sfondo, Spielberg collega la crisi del Medio Oriente di tre decadi fa con quella che continua tutt'oggi, col coinvolgimento degli USA nella politica di Israele e Palestina, e con la tragedia dell'11 Settembre e l'attuale sentimento anti-americano che pervade tutti i paesi arabi.

L'unica scena che secondo me è non è riuscita è proprio quella del rapporto sessuale/stupro di Avner e sua moglie interlacciata con la sequenza degli ultimi momenti della crisi degli atleti. Sì, Avner è moralmente a pezzi per ciò che ha dovuto fare per il suo governo, e ciò che successe agli atleti è altrettanto orrendo, ma la scena non funziona. Risulta fuori sequenza col resto del film, girato da Spielberg mentre girava War of the Worlds e subito dopo. Mi sa che questa scena ha risentito della carenza di tempo.

In sostanza comunque, Spielberg, con Munich, ha, in mia opinione, raggiunto la vetta della sua cinematografia (finora). Il film è assolutamente bellissimo, toccante, e mi ha lasciato esausto e colpito.

Vittorio Guasti ha detto...

Caro Massimo, purtroppo non condivido, ma capisco che il film possa coinvolgere e appassionare determinate platee. Purtroppo Spielberg con me non ci è riuscito... Alla prossima.

Anonimo ha detto...

Ciao Vittorio,
eccomi qui a lasciarti le mie prime impressioni. Come già anticipato mi è parso un po' troppo tirato verso la fine: un paio di volte ho pensato che fosse finito ed invece riprendeva la narrazione. Condivido il commento del tuo amico Massimo, la scena di sesso tra Avner e la moglie l'ho trovata molto infelice e mi ha infastidito non poco.
Infine non ho trovato il film molto equilibrato nell'esporre le motivazioni delle due parti. Se non erro l'unica volta in cui i palestinesi hanno espresso le loro idee è stato durante l'incontro nell'appartamento in "condivisione".
Tutto sommato non mi è dispiaciuto anche se concordo con te che Spielberg ha fatto di meglio in passato.
Ciao
Angela