Stavo leggendo piuttosto distrattamente un mensile in lingua inglese, quando mi sono imbattuto in un interessantissimo articolo riguardante David Cronenberg, uno dei più controversi registi degli ultimi vent'anni.
La sua ultima fatica, "A History of Violence", uno pseudo-thriller lodatissimo dalla critica d'oltreoceano ma accolto senza troppi clamori sia dai suoi fan che dagli addetti ai lavori del vecchio continente è, a mio avviso, un potentissimo e toccante racconto sulla violenza in quanto tale, senza fronzoli, senza lungaggini e soprattutto senza alcuna morale di sorta.
A questo proposito, vorrei citare una frase di Cronenberg in risposta ad un giornalista inglese che gli chiedeva se si sentisse responsabile nel mostrare tale violenza al cinema: ... I mean, the question of, you know, "Do people do violence when they see it on the screen?" I think if that were true the world would be de-populated, frankly. So I think it's evident that it's not true that people just do what they see on the screen. I think in fact what we did in this movie, vis-a-vis violence, was ultra-responsible because it's a serious discussion of the nature of violence and the impact that it has on society and families and human life and on human bodies as well.
Provocatorio, ma grandissimo.
2 commenti:
Parlando di Violenza...sono parecchio atratta da Jarhead.
Non vedo l'ora di vederlo al cinema.
Carissima, condivido. Anche se la mia attesa non è forse paragonabile alla tua. Sam Mendes è comunque garanzia di qualità, dopo American Beauty e Road to Perdition (Era Mio Padre). Ciao!
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