28 settembre 2011

Opera on Ice


1 Ottobre 2011. Una data evento. Una vera e propria anteprima mondiale all'Arena di Verona. Un evento che cambierà per sempre il modo di vedere l'Opera e il pattinaggio. Che, per la prima volta, saranno legati dal comune denominatore della musica lirica nella cornice più suggestiva del globo.

Carolina Kostner, Stéphane Lambiel, Tatiana Tomnianina e Maxim Marinin, Qing Pang e Jian Tong, Isabelle Delobel e Olivier Schoenfelder, Anna Cappellini e Luca Lanotte, Emanuel Sandhu: un parterre de roi per uno spettacolo unico, esaurito in tutti i settori ormai da settimane.
Sperando prima o poi venga trasmesso, auguro a tutti i fortunati possessori dei biglietti di godere di ogni singolo momento...

23 settembre 2011

The Iron Lady: il poster ufficiale

Never Compromise.
Questo il pensiero di Margaret Thatcher, storico Prime Minister britannico: questa anche la tagline del film interpretato da Meryl Streep, che ieri ha presentato il poster ufficiale.
Neanche a dirlo, la somiglianza è da brivido...

22 settembre 2011

Albert Nobbs: il primo clip

Dopo aver ammirato le doti di sua maestà Meryl Streep, che interpreterà Margaret Thatcher in The Iron Lady, gustiamoci questo minuto dell'altra probabile principale candidata all'Oscar, Glenn Close, nei panni maschili del maggiordomo Albert Nobbs.
Una lotta che appare già serratissima, un confronto tra due colossi della recitazione che promette scintille...


In Memoriam: Andy Whitfield (1972-2011)

Andy Whitfield era un ragazzo inglese trasferitosi in Australia dopo la laurea, nel 1999. Bellissimo, era giunto a improvvisa e meritata notorietà per il ruolo di Spartacus nell'omonima serie della Starz, andata in onda nel 2010.
Poi è arrivato il cancro, e se l'è portato via in diciotto mesi.
Andy aveva un linfoma non-Hodgkin, proprio come me. Ma io, quasi undici anni dopo, sono qui a raccontarlo. Andy no.
E, ringraziando, continuerò a non capire.

J. Edgar: il primo trailer

Il solo e unico signor Eastwood, più prolifico che mai, ritorna con l'attesissimo biopic sul presidente dell'FBI (in uscita a novembre negli USA) che potrebbe consegnare a Leonardo DiCaprio il primo, sospiratissimo Oscar. Nel cast anche Naomi Watts e una delle più grandi attrici di tutti i tempi, Dame Judi Dench, nella parte della madre di Hoover.
Imperdibile.

Eddie Murphy presenterà l'84ma Oscar Night

Dopo il fiasco totale dello scorso anno, in cui Anne Hathaway riuscì solo in parte a limitare l'insopportabile spocchia dell'ex enfant prodige James Franco, i produttori della cerimonia di consegna degli Academy Award sono corsi ai ripari reclutando uno dei re della commedia americana all black, autentico divo del grande schermo negli anni ottanta: il grande Eddie Murphy.
Riuscirà il "Beverly Hills Cop" a riportare l'Oscar night ai fasti di Billy Crystal e Whoopi Goldberg? Io, francamente, lo spero. Anche se devo riconoscere che la scelta non mi ha entusiasmato, soprattutto perchè ho il timore che Murphy si lasci tentare dalla facile provocazione razziale basata sul puro e gratuito vittimismo, sullo stile di quella perpetrata dall'odiosissimo, insopportabile, fastidiosissimo e becero Chris Rock nel 2005, abominevole conduttore della peggior cerimonia mai trasmessa in tempi recenti.
Appuntamento a domenica 26 febbraio 2012 per la sentenza...

Harry Potter e i doni della morte: Parte II (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2)


The End.
Finalmente, dopo dieci anni di (discutibili) film e sette (più che discreti) libri, la saga del maghetto per eccellenza si è conclusa, in un tripudio di articoli, speciali, retrospettive e altro ancora.
Sul film in sè non dirò assolutamente nulla, essendo l'onesta trasposizione di un testo troppo farraginoso (giustamente scisso in due pellicole) e l'ideale conclusione di un fenomeno mediatico che ritengo sia impossibile replicare nell'immediato.
Vorrei invece tracciare una brevissima sintesi dell'intero stream di prodotti cinematografici legati all'occhialuto magician, magari attraverso il controverso strumento delle Q&A.

Il film più bello? Indiscutibilmente il terzo (Il prigioniero di Azkaban), non a caso diretto dal grandissimo Alfonso Cuarón. Paradossalmente, è quello che ha incassato di meno.
E il più brutto? Se la giocano il secondo (La camera dei segreti) e il quinto (L'ordine della Fenice): noiosi e inconcludenti.
Il momento più emozionante? Nel terzo, la rivelazione di chi realmente sia Sirius Black.
La scena meglio trasposta? Direi l'intero torneo dei Tre Maghi, appassionante sia nel libro che sullo schermo.
Il miglior attore? Stendendo un pietosissimo velo sui tre protagonisti (solo la Watson "prova" a recitare), vittime di un clamoroso miscasting (ma d'altronde è difficile scovare il talento a undici anni), tutto il cast di contorno, su cui svettano Alan Rickman (il professor Piton) e Dame Maggie Smith (la professoressa McGranitt).
E il peggiore? Senza dubbio di sorta, l'inespressivo e fin fastidioso Rupert Grint, a cui qualcuno dovrebbe dire di FARE ALTRO.

In definitiva, addio Harry. Ci hai tenuto compagnia (emozionandoci o tediandoci) per dieci lunghi anni, e, volenti o nolenti, negli anni a venire dovremo necessariamente paragonare tutti i cloni che sopraggiungeranno alla tua folgore frontale e al tuo sorrisetto un po' ebete.

Farewell, Mr. Potter.

I'm back

Un post negli ultimi due mesi, solo per comunicare la chiusura temporanea di questo spazio.
Un viaggio.
Un compleanno.
E infinite riflessioni sul perchè valga davvero la pena continuare a scrivere i miei pensieri cinematografici sullo strumento virtuale per eccellenza delle nuove generazioni, il blog.
Non ho trovato risposte soddisfacenti, ma ho sentito un senso di vuoto.
Perchè queste pagine elettroniche, presenti in qualche modo da più di sei anni, rappresentano una specie di box della memoria al quale non vorrei rinunciare.
E' vero, potrei curarlo e diffonderlo maggiormente, e ricercare continuamente la notizia più fresca o appetitosa per desiderio di anticipazione, ma io non sono così.
Voglio solo continuare a dire la mia.
E allora, ripartiamo.

18 luglio 2011

News sparse di luglio

All'ultima occasione possibile, la seconda parte de I doni della morte, Harry Potter centra il record al box-office degli Stati Uniti, ottenendo la cifra primato di 169,2 milioni di dollari in quanto a opening weekend surclassando così The Dark Knight, che era riuscito a incassare poco più di 158 milioni. Ma non solo. Il maghetto, al commiato ufficiale (?) dal grande pubblico, raggiunge anche un fantasmagorico risultato nel resto del mondo: 312,3 milioni (record), per un mostruoso totale generale di 481,5 milioni di dollari in 3 giorni (o 5, ad esempio in Italia dove è uscito mercoledì scorso), record anche in questo caso, ovviamente.

Continuiamo con una piccola anticipazione sull'attesissimo sequel di Avatar, in uscita nel 2014 (nel 2015 uscirà il terzo): James Cameron ridurrà in modo inedito e considerevole l’impatto ambientale legato alla realizzazione della pellicola. Avatar 2 potrebbe invero essere il primo film a grande budget girato grazie all’energia solare. La location sarà infatti quella dell’MBS Media Campus, studio di produzione all’avanguardia di Manhattan Beach, in California. Oltre ad utilizzare un’area di oltre centomila metri quadrati nella quale verranno installati pannelli solari, lo studio effettua un programma di conservazione dell’acqua, utilizza prodotti ecologici per pitturare e pulire e programmi per promuovere il trasporto sostenibile dei propri dipendenti (fonte: LifeGate). Che dire? Più in linea con i principi di Pandora non si può...

Chiudiamo infine con una chicca per gli amanti dello strepitoso Jonny Groove, al secolo Giovanni Vernia: lo sciroccato, ignorantissimo e simpaticissimo "zarro" della discoteca Hollywood di Milano, esploso poco meno di tre anni fa sullo stage di "Zelig" e immediatamente entrato nell'immaginario collettivo grazie ad alcuni esilaranti tormentoni, sarà protagonista di un film dall'emblematico titolo "Ti stimo fratello". L'uscita è prevista per fine anno.

12 luglio 2011

Oscar 2012: Meryl vs. Glenn?

Meryl Streep nel ruolo di Margaret Thatcher in The Iron Lady di Phyllida Lloyd.
Glenn Close nei panni di un uomo nella pellicola Albert Nobbs di Rodrigo Garcia.
La più grande attrice vivente (16 nomination e due Oscar) contro l'icona cinematografica degli anni ottanta (5 nomination, tra cui quelle per Le relazioni pericolose, Attrazione fatale e Il grande freddo).
Una conferma assoluta a far da contraltare a un graditissimo ritorno.
A più di sei mesi dall'uscita delle prossime nomination all'Oscar, sembrerebbe già profilarsi un fantastico duello tra due delle più grandi interpreti del nostro tempo.
Fermo restando che i due suddetti film non saranno assolutamente da perdere e in attesa del trailer di Albert Nobbs, gustiamoci il primo teaser di The Iron Lady, in cui le doti di sua maestà Meryl emergono già in modo disarmante.


07 luglio 2011

Estate USA: boom, flop e sorprese

Con l'esordio nelle sale nordamericane del prequel della saga degli "X-Men" (3 giugno) è ufficialmente partita la Movie Summer Season 2011, che presenterà nei prossimi mesi tutte (o quasi) le più attese uscite autunnali del vecchio continente (anche se sempre con maggiore frequenza i blockbuster tendono ad uscire in quasi contemporanea).
Dopo un mese circa, con il long weekend del 4 luglio, si è realmente entrati nel vivo della "competition" del botteghino: è pertanto tempo di un primo bilancio.

BOOM & SORPRESE - Assolutamente straordinario il risultato del secondo capitolo de "Un weekend da leoni", che raccoglie 250 milioni di dollari in sei settimane (ottima la scelta di anticipare lievemente la release della pellicola rispetto a tutti i grandi nomi della stagione), e roboante il risultato ottenuto dal terzo episodio dei "Transformers" (180 milioni in quattro giorni), che si avvia a conquistare lo scettro di re dell'estate. Ragguardevole anche la cifra raggiunta da "Super 8" di J.J. Abrams (110 milioni in quattro settimane a fronte di 50 milioni di budget).

FLOP - Sotto le aspettative l'esordio di "Cars 2", frenato per la prima volta dalla critica ampiamente negativa (!!!), che incassa "solo" 122 milioni nelle prime due settimane ma con una flessione del 52% tra l'opening weekend e il secondo; malissimo, poi, il supereroe "Green Lantern", costato più di 200 milioni e capace di racimolare la "miseria" di 103 milioni in 3 settimane; deludenti anche gli stessi "X-Men" (139 milioni in 5 settimane a fronte di 160 milioni di spesa) e, parzialmente, i "Pirati dei Caraibi" nella loro quarta trasposizione (234 milioni, ottimo incasso, ma a fronte di 250 milioni di budget!).

Insomma, non sembrerebbe essere un inizio d'estate memorabile, ma devono ancora uscire diversi titoli molto interessanti per il box-office (il capitolo conclusivo di Harry Potter, Capitan America, Cowboys & Aliens e il prequel de Il pianeta delle scimmie), quindi sospendiamo momentaneamente il giudizio e aspettiamo almeno fino a Ferragosto...

24 giugno 2011

In Memoriam: Peter Falk (1927-2011)


Addio, indimenticabile tenente Colombo.

Nuove regole anche per me!

Dopo averci pensato per diverso tempo, e dietro consiglio del mio amico Massimo (qui l'indirizzo del suo blog), ho deciso di sintetizzare il mio giudizio cinematografico sulle pellicole che recensisco con il celeberrimo metodo delle stellette.
D'ora in poi, ma anche retroattivamente (a partire dal 1° ottobre 2010), tutti quelli che vorranno immediatamente sapere come la penso su un determinato film, potranno scorrere la recensione fino a trovare la classica fila di stellette secondo il seguente metro di giudizio (personale e insindacabile!):

0 stellette - indecente
1 stelletta - lasciate perdere
2 stellette - si può vedere o perdere, a voi la scelta
3 stellette - da vedere
4 stellette - imperdibile
5 stellette - capolavoro assoluto

Buona lettura!

16 giugno 2011

Nuove regole per gli Oscar

Un paio di giorni fa sono state annunciate dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences alcune novità relative al numero di pellicole considerate e nominate in tre categorie, tra cui la più importante, quella di Miglior Film.

Da Film.it: "L'Academy ha modificato le regole per la selezione dei candidati alla categoria “Miglior Film”, con il risultato che, d'ora in poi, il numero di nomination potrebbe variare da cinque a dieci a seconda degli anni. Il numero sarà annunciato solo a gennaio, quando verranno svelate tutte le nomination. Una nomination per il Miglior Film dovrebbe essere indice di un merito straordinario – spiega il direttore esecutivo dell'Academy Bruce Davis – Se in un anno ci fossero solo otto film che meritano davvero l'onore, non dovremmo sentirci obbligati ad arrotondare il numero”. Sono state anche modificate alcune regole per l'ammissione alla categoria “Miglior Film d'Animazione”: ora, se in un anno uscissero da otto a dodici lungometraggi animati, i candidati potrebbero essere due o tre. Se invece ne uscissero fra tredici e quindici, le nomination potrebbero arrivare a quattro, e addirittura a cinque se i film fossero più di sedici. Infine, nella categoria degli “Effetti Speciali”, i candidati alla nomination saranno aumentati da sette a dieci. Il cambiamento è dovuto all'aumento delle nomination, da tre a cinque."

Ringraziando il mio amico Massimo e il suo post, che mi ha permesso di venire a conoscenza dell'annuncio di questo cambiamento che mi ero sinceramente perso, posso dire che in linea generale la decisione è opinabile (soprattutto quella del film d'animazione), ma il fatto che d'ora in poi non si saprà mai quanti film abbiano raggiunto il quorum (5% di primi posti nelle classifiche dei giurati) potrebbe aggiungere un minimo di verve a questa cerimonia alla disperata ricerca di nuovi stimoli...

09 giugno 2011

La versione di Barney (Barney's Version)

In occasione dell'uscita della sua autobiografia, che dovrebbe rivelare ciò che realmente successe all'amico Boogie (Scott Speedman), Barney Panofsky (Paul Giamatti) compie un viaggio a ritroso nel tempo ripensando ai tre matrimoni vissuti, all'onnipresente condizionamento etilico e a quel fatidico giorno in cui Boogie "scomparve".
Dal famosissimo romanzo di Mordecai Richler (che peraltro non ho letto), l'attesa trasposizione per il grande schermo, diretta dal regista televisivo Richard J. Lewis e interpretata da un cast di primissimo ordine, aveva l'arduo compito di rendere la sottile e perfida ironia di un elaborato testo di oltre cinquecento pagine: a parer mio, impresa riuscita a metà, e principalmente grazie allo strepitoso cast. La sceneggiatura di Michael Konyves, infatti, scinde il film in due parti diametralmente opposte, con l'episodio di Boogie a far da spartiacque: il primo tempo decisamente frivolo e abbastanza divertente, in cui vengono scelti efficaci perni comici (Minnie Driver, brava, e Dustin Hoffman, meravigliosamente esilarante) ad alzare il tono di quella che sembra decisamente essere una commedia; la seconda tranche meditativa, malinconica e fortemente seriosa, in cui esplode il personaggio della terza moglie, l'amatissima Miriam (una strepitosa Rosamund Pike) e il nostro protagonista si avvia verso il crepuscolo della sua esistenza.
Questa marcata dualità del film è, a mio avviso, abbastanza spiazzante anche per lo spettatore più avvezzo ai cambi di direzione emotiva di una pellicola, e non giova all'equilibrio di un prodotto che alla fine, purtroppo, nonostante qualche riuscitissima battuta, viene ricordato molto di più per la prestazione degli attori, peraltro superlativi. A questo proposito, viene davvero da gridare allo scandalo per la mancata candidatura all'Oscar di Paul Giamatti, attore troppo spesso dimenticato perchè non particolarmente prestante, ma dotato di qualità recitative sopraffine.
In buona sostanza, un gran bell'adattamento dalla carta stampata, molto al di sopra della media d'essai degli ultimi cinque o sei anni.
Da vedere.

08 giugno 2011

Hereafter

Tre storie. Comune denominatore: il rapporto con la morte.
Una reporter francese che la sperimenta per alcuni istanti durante lo tsunami thailandese.
Un sensitivo americano che cerca di far capire che il suo dono è in realtà una condanna.
Un ragazzino inglese che perde il gemello in un incidente stradale e non si rassegna.
Tre storie. Comune denominatore: la mancanza d'amore.
Tre vite che inevitabilmente finiranno per incrociarsi.
L'incommensurabile Clint Eastwood, dopo una serie quasi imbarazzante di titoli che senza esagerazioni meriterebbero l'epiteto di "masterpiece", sente forse più vicina una certa figura munita di falce e martello e, piuttosto a sorpresa, decide di cimentarsi con il soprannaturale. Il risultato? Un film dichiaratamente sperimentale, onesto, commovente, intelligente, forse non troppo audace ma sicuramente interessante. Lontano dai fasti dei sopracitati capolavori, ma infinitamente meglio realizzato della stragrande maggioranza dei (presunti) film d'autore contemporanei.
Piuttosto scostante negli episodi (molto ben realizzato quello francese, struggente quello inglese, un po' noiosetto quello americano), Hereafter ha il suo punto di forza nella pastosa fotografia di Tom Stern e nel cast, davvero notevolissimo: Cécile de France, attrice belga, ha un'intensità fuori dell'ordinario; Matt Damon, imbolsito e compassato, risulta più che credibile nel ruolo del sensitivo; i gemelli George e Frankie McLaren, dal dolente sguardo che smuove anche i sassi, sono, senza mezzi termini, strepitosi.
Qualche parola sulla sceneggiatura dell'osannatissimo Peter Morgan? Una gran prima stesura, ma a dirla tutta il fatto che si sia realmente trattato di una prima scrittura si percepisce tutto...
Ultima nota di merito agli strepitosi effetti speciali dello tsunami, che nulla, ma proprio nulla, hanno da invidiare a quelli dei fantakolossal hollywoodiani che proprio su di essi basano le loro alterne fortune al botteghino.
Ultima nota di demerito ai critici statunitensi che hanno bocciato senza appello un film dal sapore sicuramente molto più europeo, ma che i suddetti esperti a stelle e strisce non hanno assolutamente mostrato di voler capire.
Clint è comunque sempre Clint: non dimentichiamocelo.

Il truffacuori (L'arnacoeur)

Alex Lippi (Romain Duris) è un uomo che di professione manda all'aria relazioni di donne innamorate dell'uomo sbagliato. Insieme alla sorella Melanie (Julie Ferrier) e al marito Marc (François Damiens) viene pagato da clienti che vogliono porre fine a queste passioni problematiche. Ogni ingaggio riesce con successo fino a quando la troupe di Alex viene incaricata per una missione che si fa sempre più complicata: affiancare e conquistare l'introversa Juliette (Vanessa Paradis) in soli dieci giorni e mandare all'aria il suo imminente matrimonio. Ma la ragazza stavolta non lascia trasparire nessuna debolezza… (Sinossi da MyMovies.it)
Interpretato dal Luca Argentero francese per fascino e simpatia, Il truffacuori è una commedia appena gradevole, molto sporadicamente divertente, sufficientemente interpretata, ma con un finale di quarta o quinta mano che lascia francamente a bocca aperta dallo sconforto. Non è ammissibile, a mio avviso, che da un incipit tutto sommato intrigante (ma troppo frettoloso) si passi, nel volgere di una ventina di minuti, alla più prevedibile, irritante e melensa love story immaginabile. E' però ancora più fastidioso che la rivista cinematografica per eccellenza di casa nostra, l'autorevole Ciak edito da Mondadori, affibbi a questa sciocchezzuola l'abnormità di quattro stelle su cinque: va bene il direzionamento critico "suggerito" dagli sponsor, ma così siamo veramente al servilismo più smaccato.
Cos'altro aggiungere? Che Duris è comunque simpatico e che la Paradis algida risulta piuttosto credibile: peccato che, come già detto, il secondo tempo ci faccia quasi rimpiangere i cinepanettoni di casa nostra.
Calma, calma, ho detto quasi...

07 giugno 2011

Kick-Ass

Dave Lizewski (Aaron Johnson) è un adolescente come tanti, magari un po' sfigato ma tutto sommato nella norma. Con un'idea fissa, però: perchè, con tutti i fumetti dedicati ai supereroi, nessuno ha mai avuto la concreta idea di diventarlo? A quel punto il buon Dave acquista una muta da sub sul web e decide di ergersi a paladino degli oppressi con lo pseudonimo di Kick-Ass, diventando una sorta di eroe grazie a un filmato pubblicato su YouTube. Tra mafiosi, uomini mascherati in cerca di vendetta, ragazzine terribili e l'immancabile nemesi, Dave alias Kick-Ass entrerà in un turbinio di avvenimenti decisamente molto più grandi della sua idea...
Dal comic book di Mark Millar, dalla penna di Jane Goldman (adoro la sua chioma...) e dall'inventiva di Matthew Vaughn, uno scardinatissimo pulp d'azione semiseria che finalmente convince, partendo un po' lentamente ma riabilitandosi nella seconda parte, letteralmente strepitosa. Un po' Tarantino e un po' Scott Pilgrim, a metà tra lo spoof e lo splatter, Kick-Ass centra l'obiettivo del puro entertainment grazie all'intuizione, da parte di Vaughn, di non stravolgere il fumetto di Millar soprattutto nell'evolversi del personaggio di Dave, a cui viene concesso, a differenza della carta stampata, di fidanzarsi con l'amata Katie (Lyndsy Fonseca, già vista in Desperate Housewives).
Criticatissimo per il linguaggio e la violenza, la pellicola ha invece in questi due aspetti i suoi punti di forza, esplicitati dalla più che letale Hit-Girl (una strepitosa Chloe Moretz) e da un Nicolas Cage a cui l'espressione catatonica una volta tanto giova.
Bellissima anche la sciroccata soundtrack, che spazia dai Prodigy a Ennio Morricone e assolutamente originale l'approccio agli effetti visivi: quasi volutamente caserecci quelli "speciali", decisamente favolosi quelli incentrati su duelli e combattimenti.
Un prodotto da non perdere, che fortunatamente, dopo un anno di peripezie distributive, è approdato nelle nostre sale con un doppiaggio lievissimamente edulcorato ma che nulla toglie all'arguta screenplay.