A D D I O
P A U L
Immondo.
Gradevolissimo cartoon made in England, brioso e godibile, Flushed Away è un gioiellino che diverte, emoziona e stupisce per la fluidità dell'action plot e l'arguzia della sceneggiatura: il tutto concentrato in un'ora e venti minuti circa, a dimostrare che la prolissità cinematografica è ai nostri giorni un must inutile e controproducente.
Ancora attraverso Sky, questa volta sul nuovo canale MGM, ho recuperato questa pellicola del 1984 diretta dal più volte vituperato Ken Russell. Torbido, decadente, un po' ruffiano, è un film che alla fine comunque lascia il segno, grazie soprattutto alla grande prova di Kathleen Turner, algida e bellissima.
Recuperato attraverso le opinabili prime visioni estive di Sky, Origin of the species (questo il titolo originale) poteva essere un film interessante, anche se il copione degli amici di college che si ritrovano annualmente per un weekend estivo sa di stravisto ed inflazionato.
Come da mia personalissima proiezione datata 6 agosto, il capitolo più dark dell'uomo-pipistrello ha sfondato ieri la barriera dei 500 milioni di dollari al box-office americano diventando la seconda pellicola nella storia a superare questa fatidica soglia, sopravanzata in passato esclusivamente dal leggendario Titanic (capace peraltro di raggiungere e superare i 600 milioni...).
Se avete tanti (o pochi) ospiti a cena che volete sorprendere e davvero non ci pensate a mettervi a cucinare, se non vi sfiora neanche l'idea di prenotare un costoso o scomodo ristorante, se desiderate tornare alla genuinità dei cibi, ho un'amica che fa per voi: si chiama Chiara ed è la soluzione gastronomica ideale per tutte le esigenze e tutti i palati.
Dopo grossi pesci, una fabbrica di cioccolato e un cadavere col velo da sposa, Tim Burton lascia da parte l'ironia per dirigere, probabilmente, la sua fatica più cupa ed incatalogabile: la storia del barbiere assassino di Fleet Street, originariamente comparsa nel 1846 per (probabile) mano di James Malcolm Rymer e riadattata nel 1979 da Stephen Sondheim in forma di musical.
Per la serie "come distruggere completamente una saga" ecco a voi il secondo capitolo dell'epopea di C.S. Lewis, Il principe Caspian. Dopo un primo episodio interessante e decisamente apprezzabile, il regista Andrew Adamson cade infatti nella trappola dell'eccesso ed esagera appunto sotto tutti i punti di vista: cast fuori parte (Castellitto, e dispiace dirlo, in testa), personaggi senza più la magia e lo spessore della prima trasposizione, inutile dispendio di altrettanto inutili effetti speciali, script noioso e che scade più volte nel ridicolo involontario e, dulcis in fundo, ultimi quaranta minuti ai limiti del plagio per come ricalcano pedissequamente la saga tolkieniana del Signore degli Anelli.
Oggi l'indiscussa regina del pop arriva alla fatidica soglia dei 50 anni: come festeggiare? Preparando un tour di tre mesi che inizierà il 23 agosto a Cardiff!
400 milioni di dollari al box office USA in soli 18 giorni: ecco il nuovo record stabilito da The Dark Knight nella giornata di lunedì 4 agosto.
393 milioni di dollari in 17 giorni, record sbriciolati, 94% di critiche positive su Rotten Tomatoes, 9.3 (per quasi 200.000 votanti) sull'Internet Movie Database, voci di Oscar postumo a Heath Ledger: queste le premesse di The Dark Knight, secondo capitolo diretto da Christopher Nolan sull'uomo-pipistrello e le sue nemesi. Ovvio che una visione in tempi rapidi fosse obbligatoria. E così è stato (da parte mia, perlomeno).
Extraordinary rendition è la locuzione inglese con cui si designa un'azione (sostanzialmente illegale, o per lo meno "extralegale") di cattura / deportazione / detenzione, clandestinamente eseguita nei confronti di un "elemento ostile", sospettato di essere un terrorista (da Wikipedia).
Innanzitutto, una puntualizzazione che sa di confessione: ho deciso di vedere questa pellicola dopo averne ammirato l'inaspettato e sorprendente successo agli ultimi David di Donatello, dove il film di Andrea Molaioli aveva trionfato conquistando addirittura 10 statuette.
In 10 giorni superati i 300 milioni di dollari al box office USA (ennesimo record): dove arriverà di questo passo The Dark Knight?
Ideata nel 2003 da uno degli autori di fumetti contemporanei più controcorrente, lo scozzese Mark Millar, Wanted è prima di tutto una graphic novel. L'unione artistica tra l’autorialità del britannico e lo stile dell'eclettico regista kazako Timur Bekmambetov fanno di questo prodotto una pellicola interessante sotto più punti di vista e, al contempo (ed è ciò che più interessa lo spettatore pagante), godibile.
Continua l'inarrestabile (e sempre più incredibile) marcia del nuovo capitolo superdark della saga dell'uomo-pipistrello: in soli 5 giorni il film interpretato da Christian Bale e dal compianto Heath Ledger ha raggiunto quota 200 milioni di dollari al box office statunitense, stracciando il precedente traguardo di 8 giorni stabilito da ben tre pellicole negli ultimi anni.
Con 155 milioni di dollari in soli tre giorni di programmazione, The Dark Knight, sesto capitolo della saga di Batman (ma secondo del nuovo corso dell'uomo-pipistrello), diventa il film più visto nel fine settimana d'apertura in tutta la storia del box office statunitense.
Spaccato autobiografico sapientemente congegnato, Persepolis più che un film è un'esperienza: istruttiva, interessante, convincente, rivelatrice, ma, e dispiace dirlo, terribilmente monocorde, lenta e alla lunga stancante.
"Ma se arrestano Ceausescu potremo comprare una Mercedes?"