Il panda Po (nuovamente doppiato da un più che inadeguato Fabio Volo), diventato il Guerriero Dragone nell'episodio precedente contro tutto e contro tutti, deve fronteggiare il pavone Shen, cattivissimo esperto in fuochi d'artificio, e cercare di raggiungere la propria pace interiore legata agli accadimenti di un passato ormai lontano.
Il secondo capitolo delle avventure del pingue panda esperto in arti marziali è meno divertente dell'originale, più adrenalinico, meno ponderato, più dozzinale e con i medesimi difetti del prototipo, già chiaramente descritti nel post di due anni e mezzo fa.
Il problema più grosso, che sta purtroppo diventando una costante da estendere alla quasi totalità dei cartoon, è l'anima: non c'è più identità e non si prova neanche un brandello di vero stupore di fronte alla perfezione asettica e distante delle nuove tecnologie (3D compreso), anche se il risultato visivo man mano raggiunto è davvero sorprendente.
Ma, come detto, non trasmette nulla. Nulla.
E il film, che scorre via senza un intoppo, è già dimenticato dopo pochi minuti.

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