La genesi della specie e la conseguente autocoscienza dei propri poteri da parte dei mutanti, nuova "razza" coniata da un salto evolutivo generazionale: i primi passi di Charles Xavier (James McAvoy), futuro mentore della progenie, di Erik Lehnsherr (Michael Fassbender), futuro Magneto, e di Raven (Jennifer Lawrence), meglio nota come Mystique (Mystica in italiano). Insieme dovranno fronteggiare un cattivissimo ex-generale delle SS (Kevin Bacon) in possesso di un incommensurabile potere.
Diretto dal (quasi) enfant prodige Matthew Vaughn (regista dei bellissimi Stardust e Kick-Ass), il prequel della fortunatissima saga degli "Uomini X" è un film volenteroso, disomogeneo, sufficientemente gradevole ma con un colpevolissimo difetto: un miscasting quasi totale. La cosa che stride di più, infatti, è che singolarmente tutti i caratteristi sono innegabilmente talentuosi ma, a mio avviso, se si eccettua Fassbender, credibilissimo nel ruolo reso celebre da Sir Ian McKellen, il resto del cast è spaesato, non conforme al personaggio o, nel caso di McAvoy, totalmente fuori contesto, soprattutto fisicamente. Ed è un peccato, perchè la fisicità e la rispondenza visiva di un mutante è tutto in una serie di film del genere: basti pensare allo straordinario Wolverine di Hugh Jackman o alla intrigante Mystica di Rebecca Romijn.
Il resto è routine, seppur professionale, ma questo prodotto nella carriera di Vaughn rappresenta un deciso passo indietro. Purtroppo.

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