Dedico questa divagazione dalla settima arte a lei, il mio angelo d'inverno, la più brillante stella sul ghiaccio che l'Italia abbia mai avuto e che la stessa Italia non ha mai saputo capire.
Carolina, oggi, con un ginocchio malandato (anche se forse sarebbe meglio usare la parola "infortunato", che tanto va di moda), senza i salti più difficili e più premiati dai giudici e senza alcuna pressione ma con tanta genuina voglia di pattinare, è scesa in pista a Pechino per la finale del Grand Prix, piazzandosi seconda e conquistando un argento che rappresenta il suo miglior risultato in questa competizione. Ma tutto ciò, di fronte alla serenità e al sorriso che Carolina ha sciorinato alla fine del programma, è passato decisamente in secondo piano: quello che colpisce di lei, tornata allo storico allenatore Michael Huth dopo un deludentissimo anno passato negli USA, è la passione ritrovata, quasi come se si fosse risvegliato un antico amore. Erano anni, infatti, che Carolina, dopo un errore su un salto (semplice anzichè triplo), non decideva di ritentarlo: secondo tentativo, salto perfetto. E un brivido mi è corso lungo la schiena: Carolina è di nuovo Carolina. Senza combinazioni di tripli-tripli-doppi, senza il Flip, senza il Lutz, senza voler strafare ma curando ogni minimo dettaglio con sapienza e leggerezza, e piazzando quella combinazione triplo-doppio-doppio proprio alla fine del programma, da vera campionessa. E poi soddisfazione, piena soddisfazione, e come già detto quel sorriso che diceva più di mille dichiarazioni... E che peraltro mi ha fatto scendere una lacrima...
1 argento e 1 bronzo ai Campionati Mondiali
1 argento e 2 bronzi alle finali del Grand Prix
3 ori, 1 argento e 1 bronzo ai Campionati Europei
Carolina è la pattinatrice italiana che ha vinto di più nella storia, ma per tutto il popolino è quella che cade alle Olimpiadi.
Che la ritrovata serenità di Carolina sia dedicata a tutti quelli che ne hanno sparlato solo per il gusto di distribuire facili cattiverie o per aver qualcuno da sacrificare sull'altare della patria sportiva.
E che Carolina Kostner, novella regina del flamenco, sappia ancora regalarci ma soprattutto regalarsi parecchie soddisfazioni.
Sì, io amo Carolina.
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