29 dicembre 2010

Black Swan

Avvertenza: questo post, a cominciare dalla trama, è sconsigliato a chi il film lo deve ancora vedere. E poi non dite che non vi avevo avvertito!
Nina (Natalie Portman) è una ballerina del New York City Ballet che sogna il ruolo della vita: incalzata da una madre frustrata (Barbara Hershey), si sottopone a un allenamento estenuante sotto lo sguardo esigente di Thomas Leroy (Vincent Cassel). Coreografo appassionato e deciso a farne una fulgida stella, Leroy le assegna la parte della protagonista nella sua versione rinnovata del “Lago dei cigni”, nel doppio ruolo del Cigno Bianco (emblema di purezza) e del Cigno Nero (incarnazione della tentazione e della seduzione). Eterea e piena di grazia, Nina rende alla perfezione il candore del primo ruolo, ma con estrema difficoltà il suo doppio nero e tenebroso. La ricerca ossessiva del suo lato oscuro e della consapevolezza della propria sessualità la condurranno verso una tempesta emozionale e all'incontro con Lily (Mila Kunis), presunta insidiosa rivale del corpo di ballo...
Senza giri di parole, il lapidario giudizio iniziale: Black Swan non è un capolavoro. Anzi, è un film con diverse chiavi interpretative, alcune delle quali possono persino condurre ad una brutale stroncatura. Nel mio caso, essendo la prima opera di Darren Aronofsky che affronto, è stata sicuramente una visione destabilizzante. Come, mi sembra di capire, è in tutto il mondo: in Italia il film è stato presentato a Venezia tra i fischi dei critici e i positivi giudizi del pubblico in sala; negli Stati Uniti, quasi osannato dai critici, è stato accolto con più di una perplessità dall'audience. Mettere d'accordo recensori e spettatori non è mai stata una caratteristica di Aronofksy, mi dicono, ma credo che questa sua ultima opera provocherà la classica spaccatura, magari un filino più marcata di altre controverse pellicole di inizio millennio.
Tornando al film, e utilizzando la chiave interpetativa del "trasporto emozionale" (senza razionalità, senza analisi logiche, senza pragmatismi), Black Swan è splendido, trascinato dall'inizio alla fine da una Natalie Portman mai così in parte, capace di reggere sulle spalle l'intero svolgersi del plot senza una sola caduta di tono o di interesse da parte dello spettatore (ben supportata da un ottimo cast, Hershey in testa, e dalle venefiche musiche di Clint Mansell).
Se invece si dovesse affrontare la pellicola in modo chirurgico, cioè spezzettandola ed esaminandola in modo raziocinante, Black Swan sarebbe il classico esercizio di stile, fin fastidioso in alcuni punti (l'autoerotismo di Nina, le trasformazioni fisiche, i dipinti parlanti), e con il ridicolo involontario sempre dietro l'angolo (ed in questo caso la Portman potrebbe diventare l'attrice-vittima immolata dal regista-carnefice).
Quale utilizzare? Ovviamente, a voi la scelta.
Io dico solamente che scegliere di "vedere" (non solo "guardare") un film di Aronofsky senza farsi trasportare dallo stream of folly che ne circonda ogni opera è un po' come noleggiare Biancaneve e i sette nani non sapendo che si tratta di un cartoon...
In chiusura, Black Swan è un film da vedere, senza alcun dubbio di sorta: ma cercate, almeno per una volta, di, come si suol dire, uscire dagli schemi. E scusate per la facile lezioncina sulla settima arte.
Ah, dimenticavo: quello di seguito è il poster inglese della pellicola, che, alla fine, non è stato scelto per il lancio internazionale (sopra). Ho deciso di pubblicarlo in quanto, a mio avviso, visivamente folgorante.
Buona visione...



PS: non ho citato, tra gli attori principali del cast, una rediviva e dimenticabilissima Winona Ryder nel ruolo della ex-prima ballerina.
PPS: un po' di gossip? La Portman durante le riprese di questo film ha conosciuto Benjamin Millepied, suo attuale partner e padre del figlio che sta aspettando, nonchè coreografo della pellicola ed interprete di David, il primo ballerino.

2 commenti:

Massimo ha detto...

Ho finalmente visto questo capolavoro di Aronosfky, che a quanto pare e' piaciuto piu' a me che a te.

Solo una nota, qui il film e' stato osannato dalla critica E dal pubblico, tant'e' che i suoi incassi vanno al di la' delle aspettative sia per un film di Aronofsky che per un film di questo genere.

Vittorio Guasti ha detto...

Avevo letto alcuni commenti su siti cinematografici da parte di utenti che erano dubbiosi sulle reali qualità del film: ecco perchè ho scritto che il pubblico non aveva amato tanto quanto la critica questa pellicola.
Devo riconoscere peraltro che più ci penso e più il film in qualche modo mi è davvero entrato dentro...