Il giovane Hic (diminutivo di Hiccup Horrendous Haddock III) è un abitante di un villaggio vichingo preda delle incursioni e razzie di svariate razze di draghi che popolano la zona, e che con il tempo sono diventati il fulcro di un’intensa attività di caccia. Tipetto mingherlino e impacciato, ma volenteroso e intelligente, Hic è nientemeno che il figlio del più forte e valoroso cacciatore di draghi della zona, nonchè capo dell'intero villaggio.Durante una movimentata nottata in cui il villaggio è assalito, grazie ad una sua invenzione Hic colpisce uno dei draghi più temuti e meno conosciuti dal suo popolo, la Furia Buia. Rintracciata accidentalmente la preda nell'entroterra, scoprirà ben presto che i draghi non sembrano essere le creature crudeli, sanguinarie e violente che vengono descritte dal suo popolo...
Lanciato in primavera, poco dopo i clamori dell'Oscar e in modo ignobilmente inadatto pur trattandosi di un prodotto Dreamworks, Dragon Trainer (bel titolo "italiano" di How to Train Your Dragon) è, senza mezzi termini, un gioiello. Da lasciare a bocca aperta, per giunta.
Mai, devo essere sincero, avrei pensato che i fratelli "poveri" della Pixar riuscissero a ideare, produrre e realizzare una simile perla, dopo una serie sconfinata di delusioni e un solo personaggio entrato, peraltro immeritatamente, nell'immaginario collettivo: l'orco Shrek.
Dean DeBlois e Chris Sanders, che all'attivo avevano esclusivamente il disneyano Lilo & Stitch (sfido chiunque a dire che Stitch e Sdentato-Toothless non si assomigliano), adattano la saga di Cressida Cowell e centrano in pieno l'obiettivo, peraltro dopo una totale riscrittura della sceneggiatura e il coinvolgimento di alcuni mostri sacri della cinematografia mondiale (tra cui il direttore della fotografia Roger Deakins, ad esempio), che hanno fatto lievitare il costo dell'opera ben oltre i 150 milioni di dollari.
Il risultato, però, è davvero strabiliante: dialoghi arguti, divertenti e mai banali o banalizzati; personaggi simpatici e splendidamente caratterizzati; effetti speciali e profondità di campo (quanto sarebbe stato bello vederlo in 3D!!!) da mozzare il fiato; fondali e colori quasi reali; ritmo perfetto (mai troppo, mai troppo poco) e, questo è tutto merito di casa nostra, doppiaggio straordinario.
Primo azzardo: ho letteralmente adorato Avatar, ma le scene in volo del piccolo Hic sul suo Sdentato-Toothless riescono addirittura, in alcuni momenti, ad essere più emozionanti del re del botteghino; secondo azzardo: non sono ancora uscite le nomination agli Academy Award, ma se questa pellicola dovesse sconfiggere l'acclamatissimo Toy Story 3 non sarebbe una sorpresa. Anzi.
Ultima nota di merito al compositore John Powell, autore di una partitura coinvolgente e che in più di un'occasione sfrutta alcuni "crescendo" da brivido.
In sostanza, imperdibile.
1 commento:
Mah guarda, a me Shrek piace molto come personaggio e il primo film della serie e' veramente bello. Poi, come spesso succede nei sequels, la qualita' e' diminuita progressivamente, ma il primo film resta comunque molto bello, divertente, e originalissimo (super copiato in seguito da vari altri studios).
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