Helen Mirren (premio Oscar), Jim Broadbent (premio Oscar), Brendan Fraser, Paul Bettany, Sienna Guillory, Andy Serkis più Jennifer Connelly (premio Oscar) in un cameo: questo il cast di Inkheart.Di conseguenza si può intuire l'ovvia curiosità di recuperare l'adattamento fantasy dell'omonima prima parte della trilogia della teutonica Cornelia Funke.
Detto questo, mai in tempi recenti tal curiosità si è rivelata più disattesa.
La pellicola di Iain Softley, infatti, oltre ad essere stata girata dallo stesso regista con piglio svogliatissimo (si vedano le presunte colluttazioni tra "buoni" e "cattivi"), è un'accozzaglia di luoghi comuni, paesaggi cartolineschi e buoni sentimenti che all'inizio annoiano, poi infastidiscono per poi capitolare nel ridicolo involontario più becero.
Insomma, un'autentica catastrofe.
In poche parole, la trama: Mortimer "Mo" Folchart (Fraser) è un rilegatore di libri. Una notte, leggendo un libro fantasy intitolato Inkheart, sua moglie Resa (la Guillory) scompare misteriosamente. Nove anni dopo, Mo vive con la figlia dodicenne passando la maggior parte del suo tempo alla ricerca di volumi antichi da restaurare. Il ricordo di Resa è ancora presente in lui, ma da quando sua moglie è scomparsa non ha più letto nulla ad alta voce, conscio di essere un Lingua di Fata, ossia di poter trasportare sulla Terra i personaggi dei libri. È un dono pericoloso, però, perché ogni volta che il personaggio di un libro arriva nel mondo reale, una persona reale prende il suo posto nelle pagine del libro, come successe a Resa. In una vecchia libreria nei pressi di Zurigo, Mo trova una copia di Inkheart e subito viene avvicinato da Dita di Polvere (Bettany), personaggio che lui stesso ha portato fuori dal libro, il quale lo avverte che il malvagio Capricorno (Serkis) e i suoi scagnozzi sono sulle sue tracce...
Fermo restando che l'opera della Funke potrebbe anche rivelarsi un'ottima lettura per ragazzi, non credo davvero che ci sia una sola infinitesimale parte salvabile nella pellicola, che oltretutto non riesce neanche per un secondo a trasmettere quel sottofondo magico che immagino pervada il romanzo.
Meglio rifugiarsi in un film per un target simile, ma con meno pretese di cast e soprattutto molto più godibile quale Le cronache di Spiderwick.
Nota di cronaca: il film è girato tra Entracque (CN), l'entroterra ligure e Alassio (SV). Ma anche questo non è bastato.
Una sonora perdita di tempo: lasciate perdere.
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