02 agosto 2009

Mater Langæ

No, non è il titolo di un film.
E' il nome di un'opera letteraria sconosciuta al grande pubblico, ma decisamente meritevole di pubblicazione, scritta da un talentuoso autore piemontese che ho il privilegio di conoscere, dato che si tratta di un carissimo amico. Il suo nome è Luca Garrone, e grazie a lui e al suo manoscritto mi concedo una piacevole divagazione dall'abituale mondo di celluloide.
Devo innanzitutto a Luca le mie più sentite personalissime scuse per il ritardo con cui scrivo queste parole di commento, ma so che dall'alto della sua infinita pazienza mi perdonerà.
Tornando all'opera, posso subito affermare che Mater Langæ è più che altro un'esperienza. Anzi, come dice lo stesso autore citando Chatwin, un cammino.
Un cammino che nel Libro Primo ci riporta al diciassettesimo secolo e ci proietta con incredibile veridicità alle vite e al vissuto di chi abitava questa splendida porzione di collina piemontese che sono, appunto, le Langhe. Nel Libro Secondo, invece, l'obiettivo dell'autore si restringe e si concentra sulla vita e sul vissuto del protagonista, un'incrocio tra Christopher McCandless e Frodo Baggins.
Non ho citato a caso il carattere più famoso della fantasia di Tolkien. L'ho fatto perchè, a mio avviso, seppur con il dovuto rispetto e la necessaria riverenza, Luca e Mr. Lord of the Rings hanno in comune un fondamentale aspetto che pervade entrambe le opere in egual (relativamente parlando) misura: la preparazione.
Mater Langæ e Il Signore degli Anelli sono infatti il prodotto di anni di approfondita documentazione e certosina raccolta di dati: con questo non voglio certo paragonarli - Luca mi direbbe che sono pazzo - ma resto convinto che l'approccio che ha portato ad entrambi i risultati sia stato il medesimo.
Mater Langæ, quindi, non è un libro per il grande pubblico, per i lettori di Sophie Kinsella (con rispetto parlando) o per chi guarda (e si diverte) i cinepanettoni: è, come detto, un'esperienza, una dichiarazione d'amore nei confronti di una terra che viene vista come protettrice, vendicatrice, dolce conquistatrice, triste mietitrice.
E' la storia della presa di coscienza di un ragazzo che diventa uomo insieme ad un luogo e ad un ambiente, e non all'interno di essi. E', forse ed in parte, la storia di ognuno di noi.
Sperando che Luca trovi presto il modo per far pubblicare questo suo grandissimo sforzo letterario, vorrei solo dire a tutti quelli che leggono questo blog che l'autore e il gruppo dedicato a Mater Langæ sono attivi su Facebook: quindi, se vi fa piacere, potete iscrivervi e saperne di più sul nuovo Tolkien e sulla nostra magnifica terra.

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