Per chi non lo sapesse o non si fosse disturbato a leggere l'omonimo fumetto del 1963, due parole sull'incipit di questo (ennesimo) supereroe trasposto sullo schermo: Tony Stark (Robert Downey Jr.) è un inventore geniale e miliardario col vizio delle donne (tante) e delle attività filantropiche. Ereditato patrimonio e ingegno dal padre scomparso in un incidente d'auto, Tony conduce e amministra le Industrie Stark, produttrici e prime fornitrici di armi per il governo americano. Durante un test in medioriente viene catturato da un gruppo di estremisti. Ferito al cuore da una scheggia è soccorso e curato da Yinsen, un fisico esperto di cibernetica che gli applica un organo artificiale. Obbligato dai guerriglieri a costruire un'arma invincibile per la loro causa, Tony progetta in segreto un'armatura per fuggire alla prigionia. Rientrato negli Stati Uniti è deciso a cambiare vita, a riparare alle ingiustizie e a "industriarsi" a favore dei più deboli. Perfezionata l'armatura con la tecnologia avanzata diventa Iron Man, un (super)eroe "umano, troppo umano"...Poche, essenziali righe di commento per questa godibile e divertente versione in carne ed ossa dell'Uomo di Ferro, creato dalla penna dell'immenso Stan Lee: ottima prima parte, solida e ben diretta, deludente la seconda, smaccatamente prevedibile e piuttosto scolastica; cast piuttosto ben assortito (molto convincente Gwyneth Paltrow, molto meno Bridges) con un Downey Jr. istrionico ma con garbo; effetti speciali misurati e gradevoli, non eccessivi, con (purtroppo) l'aggiunta della evitabile, volgarissima sbracatura della battaglia finale.
In sostanza, una pellicola piacevole che rappresenta un diversivo dallo scempio cinematografico che Hollywood sta facendo di tutti i supereroi di carta.
Da recuperare.
4 commenti:
Guarda, ti do ragione che lo scontro finale è, a dir poco, esagerato e pacchiano (o, come hai detto tu, volgare), ma evitabile non direi proprio.
Senza di esso ti manca il terzo atto, quello che elimina il cattivo di turno e vede il nostro eroe trionfare sul male.
Ma infatti non mi riferivo alla battaglia in sè, ma al modo in cui è stata concepita e girata...
Una banale e oggettivamente brutta caduta di stile per un buon film.
Non ho mai letto il fumetto e ho visto solo il film, mi ha piacevolmente sorpresa. al di là del fatto che ci sono dettagli consigliabili per l'impatto educativo (Stark non si butta giù ma reagisce in modo costruttivo invece di infilarsi una ridicola calzamaglia) trovo che la faccia di Robert Downing Junior sia riuscita a rendere questo eroe più di materia e meno di celluloide, cioè più vissuto e meno recitato. E poi è riuscito a farmi apprezzare anche la Paltrow che solitamente trovo scialba. Complimenti per il tuo blog
Grazie per i complimenti! Torna a trovarmi!
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