Piero (Luca Argentero) è fidanzato da quattordici anni con Remo (Filippo Nigro), col quale convive in una città del nord-est. Impegnato in politica e attivista gay, per un errore di calcolo dei suoi compagni di partito e un intervento della sorte, si ritrova candidato sindaco per il centrosinistra. Per la campagna elettorale, gli viene affiancata Adele (Claudia Gerini), ultramoderata antidivorzista, incapace di parlare senza inserire la parola "famiglia" in ogni singola frase. L'inizio del rapporto di lavoro è disastroso ma, quando Remo suggerisce a Piero di smettere di attaccarla e di cercare di ingraziarsela, le cose cambiano radicalmente...Dopo averlo imperdonabilmente perso all'uscita nelle sale, posso tranquillamente affermare che questa gradevole opera prima di Umberto Carteni meritava davvero di essere vista.
In un momento in cui il cinema italiano vive una delle crisi più profonde degli ultimi decenni (basta leggere il numero di luglio 2009 di Ciak), fortunatamente qualcuno tenta di uscire dal guscio protettivo e rassicurante degli incassi (cinepanettoni), del presunto cinema da camera (storie straviste di miseria umana in bilocali, meglio se della capitale) o ancor peggio del filone adolescenziale (che non si fila più neanche la target-audience).
Diverso da chi è infatti un'onesta ventata d'aria nuova, che parla in modo né becero né nazional-popolare di famiglia, omosessualità, adozione, convivenza e politica: è vero, risulta un po' semplicistico e in alcune circostanze affrettato, ma nel complesso scorre, diverte, fa riflettere e pensare.
Il merito, a mio avviso, va attribuito per la quasi totalità del prodotto al bravissimo trio d'attori: da un credibile Argentero ad un misurato ed intenso Nigro, fino ad una scatenatissima Gerini, vero perno comico del film.
Per chi l'avesse persa, una pellicola assolutamente da recuperare (come ho fatto io...).
Nessun commento:
Posta un commento