Splendido, intenso melodramma ambientato nel 1945 in Olanda, Voor een verloren soldaat è un film innanzitutto coraggioso, girato con straordinaria delicatezza e linearità, ed interpretato con leggerezza e stupefacente adesione al ruolo da un cast improvvisato e in gran parte non professionista (a parte il veterano Jeroen Krabbé).Il plot: Jeroen Boman è un affermato coreografo che ricorda in un lungo flashback la sua infanzia quando, nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, fu sfollato, tredicenne, da Amsterdam in un piccolo villaggio sulla costa. Qui il giovane Jeroen (Maarten Smit) viene accolto da una famiglia di pescatori, generosissimi ma anche molto poveri. Nonostante l'affetto e le premure offertegli da tutti i componenti della famiglia, il ragazzo si sente spaesato ed isolato e sogna di tornare a casa. Nello stesso tempo, comincia a prendere corpo in lui il desiderio verso le persone del proprio sesso. La svolta avviene quando l'Olanda nel 1945 viene finalmente liberata dalle truppe alleate e nel villaggio sbarca una guarnigione canadese. Jeroen si imbatte in un soldato, Walt Cook (Andrew Kelley), e presto il loro rapporto assume i connotati di un'intensa passione...
Tratta dall'omonima autobiografia del coreografo e ballerino olandese Rudi Van Dantzig, la pellicola, che nelle mani di moltissimi cineasti si sarebbe trasformata in un saggio sulla pedofilia o, peggio, sarebbe scaduta nell'involontario ridicolo, è coinvolgente, romantica e sorprendentemente realistica; strepitoso poi, come già detto, l'estemporaneo cast (Kelley è un ballerino, mentre Smit era alla prima esperienza cinematografica).
Assolutamente da recuperare, in originale (mix tra inglese e olandese) con sottotitoli.
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