Los Angeles, 1928. A Christine Collins, cinque mesi dopo la scomparsa del figlio Walter, viene riconsegnato dalla polizia locale, che non gode di buona reputazione, un bambino che dice di esser Walter e che un po' gli assomiglia. La madre è però certa che non si tratti di suo figlio ed è supportata in questo anche da altre persone che lo conoscevano bene, a partire dalla maestra. Le autorità di polizia insistono nella loro versione fino a decidere di internare Christine attribuendole disturbi mentali che l'avrebbero spinta a non riconoscere nel sedicente Walter il proprio figlio. Christine però non si arrende e, sostenuta dal reverendo Gustav Briegleb, continua a lottare affinché le ricerche di Walter continuino.Nel frattempo, viene alla luce il caso della fattoria dei massacri di Wineville...
Meglio non andare oltre per non svelare la pur risaputa (trattandosi di una storia vera) continuazione della vicenda.
Clint Eastwood, dopo guerre, mafie, sentimenti ed eutanasie sceglie il genere più classico della tragedia familiare e confeziona, manco a dirlo, l'ennesimo capolavoro.
Semplice, profondamente cupa e straordinariamente lineare, la vicenda, pur ricca di avvenimenti (il caso della Collins cambiò molte norme procedurali della giustizia americana e mondiale), non stanca e non sovraccarica lo spettatore, nutrendolo della soluzione giusta nel momento più opportuno.
Straordinaria, nella sua performance sommessa e al contempo sanguinante di dolore, Angelina Jolie, che dovrebbe avere la nomination 2008 (e forse il secondo Oscar) in tasca; bravi i comprimari (Amy Ryan e Michael Kelly su tutti, senza dimenticare l'eterno John Malkovich) e splendidamente essenziali le partiture dello stesso Eastwood (orchestrate dal solito grandioso Lennie Niehaus) e tutto il resto del cast tecnico.
Un'esperienza da vivere con intensità e partecipazione fino all'ultimo fotogramma.
Imperdibile.
1 commento:
Straordinaria interpretazione di Angelina Jolie in uno straordinario film. Senza mai esagerare recita il dolore di una madre con una estrema naturalezza e veridicità.
Gianmario
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