18 giugno 2007

Spider-Man 3

Bistrattato dalla critica d'oltreoceano e snobbato anche dagli esperti di casa nostra, il terzo capitolo dell'uomo aracnide non eccelle sicuramente per ritmo (fiacco), dialoghi (banali) e recitazione (incolore, tranne James Franco alias New Goblin), ma si lascia comunque vedere per fluidità e consecutio temporum, oltre che per i sontuosi effetti visivi, dozzinali ma riusciti.
Più infantile e meno introspettivo del secondo capitolo, il film diverte soprattutto per l'alternarsi di situazioni ad alto contenuto adrenalinico con frammenti posati e di (blanda) riflessione sui valori morali dell'umanità, ed è forse il più "raimiano" dei tre.
Qualcosa sul cast: Maguire, la Dunst e Topher Grace (un incolore Venom) sono imbarazzanti per inespressività e svogliatezza, Haden Church (l'uomo di sabbia) se la cavicchia appena, mentre, come già detto, James Franco dimostra di non avere dalla sua solamente l'avvenenza fisica.
E qualcosa anche sul cast tecnico: le musiche di Christopher Young riprendono pedissequamente il bel tema originale di Danny Elfman, la fotografia e le scenografie risultano asetticamente perfette.
Insomma, forse meglio del secondo, ma decisamente lontano dalla prima pellicola.
Consigliato ai soli appassionati del fumetto e dello stile "un po' così" del regista.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Io l'ho visto malissimo. Al Medusa e se vai sul mio blog troverai il mio sfogo contro chi parla durante il film.
Il film in se non mi è piaciuto. Toby sembra un moccioso ritardato e la scena di lui sul ponte quando viene lasciato dalla ragazza è ridicola. Invece di creare tristezza tutti il cinema è esploso in una risata. Insomma Spiderman 3 è stata un esperienza negativa. Ma mai come quella dei Pirati dei Caraibi.

Vittorio Guasti ha detto...

Ti prego cara dimmi qualcosa sui Pirati... Voglio davvero farmi una risata...