Nella giornata di ieri è morto a Los Angeles il grandissimo regista americano Robert Altman. Aveva 81 anni. Autore di molteplici capolavori che ormai fanno parte della storia del cinema (da Nashville ad America Oggi), Altman era nato a il 20 febbraio 1925 a Kansas City.Esordiva come regista nel 1957 con The Delinquents, che non fu mai distribuito in Italia. Il grande successo di pubblico e di critica arriva nel 1970 con MASH, parodia antimilitarista, interpretata dalla coppia Elliott Gould-Donald Sutherland, che ottenne la Palma d'oro al Festival di Cannes. Il film segnalò immediatamente Altman come uno degli autori più significativi e originali del cinema degli anni Settanta e come uno degli interpreti più attenti e profondi della società americana, la cui storia e i cui fenomeni passano al vaglio critico e irriverente del grande regista.
Il regista americano era noto soprattutto per la sua capacità di realizzare film corali, tra cui spicca su tutti Nashville (1975). Il film, basato sul mondo della musica country, è uno spaccato amaro e simbolico delle inquietudini della società americana del tempo. Dopo Nashville, il regista decise di autoesiliarsi dal dorato universo hollywoodiano, pur continuando a girare film apprezzati da pubblico e critica: Jimmy Dean, Jimmy Dean (1982), Streamers (1983, i cui interpreti vincono tutti insieme il premio per la migliore interpretazione a Venezia), Follia d'amore (1985, con Kim Basinger) e Terapia di gruppo (1987).
Gli anni '90 segnano il ritorno del regista alla grande industria cinematografica con I protagonisti (1992) e America Oggi (1993), complesso intreccio di microstorie ambientato nel sud della California, per il quale riceve un Leone d'oro a Venezia. Poi i significativi lavori successivi: Kansas City (1996), Conflitto di interessi (1998, con Kenneth Branagh), La fortuna di Cookie (1999, con Glenn Close, Julianne Moore e Chris O'Donnell) e Gosford Park (2001, giallo alla Agatha Christie ambientato nel giro dell'alta aristocrazia inglese). Nel 1996 riceve il Leone d'Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia e nel 2002 vince il Golden Globe come miglior regista per Gosford Park. Nel 2006 Altman riceve il premio Oscar alla carriera e rivela, durante la cerimonia, di aver subito un trapianto di cuore dieci anni prima.
Proprio di quest'anno è il suo ultimo film, Radio America, che ha nel suo filo conduttore il trascorrere del tempo e la morte che visita (come fantasma, che si materializza nei panni di una bionda attraente) il teatro dove si registra l'ultima trasmissione di un'emittente. E si porta via alcuni dei protagonisti.
Quasi un presentimento del suo prossimo addio.
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