Spiazzante.In questo aggettivo, la sintesi del film.
Non è assolutamente facile, infatti, racchiudere in qualche parola di commento tutto quello che viene presentato agli occhi e all'anima dello spettatore da un docudrama che docudrama non è, tanto si preoccupa con dovizia di situazioni particolareggiate di ricreare la vera aria che si respirò a Buckingham Palace (anche se sarebbe meglio dire Balmoral, dato che la famiglia reale inglese si trovava nella tenuta scozzese) in occasione della tragica scomparsa di Lady Diana.
Si può pertanto iniziare dicendo che Frears ha raggiunto il suo scopo: far riflettere, attraverso la rilettura di uno dei fatti di cronaca che più ha toccato il cuore del popolo mediatico globale. Questa rivisitazione, però, non concede nulla alle facili lacrime o ad una nostalgica commozione, ma esplora nel profondo le ragioni che portarono Sua Maestà Elisabetta II a recedere dai suoi passi parlando alla nazione, in un discorso memorabile, di uno dei personaggi più controversi della recente storia d'Albione.
Cinematograficamente, il film convince, non annoia, esagera in qualche frangente eccessivamente oleografico, ma ha un grandissimo merito: dare risalto e libera espressione ad un cast a dir poco superlativo, in cui svetta incontrastata Helen Mirren, credibilissima regina dal piglio glaciale eppure umano, per la quale ci si attende una sacrosanta nomination ai prossimi Oscar.
Oltre all'ottima regia di Frears, da sottolineare anche l'efficace script di Peter Morgan e le belle musiche di Alexandre Desplat, già autore della splendida colonna sonora de La ragazza con l'orecchino di perla.
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