Avendola persa durante la primavera, ho strenuamente cercato di recuperare l'ultima fatica di Robert Altman per alcuni mesi, riuscendoci ieri sera, nell'unico cinema di Milano che ancora la proiettava.Ebbene, avrei tranquillamente potuto aspettare Radio America in dvd, o meglio ancora nel primo passaggio televisivo, che con tutta probabilità avverrà tra non meno di un anno e mezzo. Eh sì, nel complesso si è trattato di una sonora delusione. Con ben poche cose che riesco a salvare: sporadici magistrali piani-sequenza, alcune chicche musicali (Lily Tomlin in testa, sebbene oscurata dall'invasività di Meryl Streep), i personaggi minori.
Il resto, come si suol dire, è noia.
Sceneggiatura autocompiaciuta e sostanzialmente priva di qualsiasi ombra di interesse che catturi lo spettatore, numeri "carini" ma ripetuti alla nausea, personaggi al limite del ridicolo (la "donna pericolosa" e il "tagliatore di teste"), ritmo che affonda dopo mezz'ora.
Peccato.
A questo punto posso affermare con cognizione di causa che negli ultimi anni Altman si è dedicato ad un ideale di cinema molto più intimista e personalizzato rispetto al passato, realizzando pellicole di dubbio gusto (eccezion fatta per Gosford Park) e di scarso (se non scarsissimo) interesse.
Ma non importa. Che piaccia o no, secondo il mio modesto parere Altman va sempre e comunque visto.
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