11 aprile 2012

Drive


Un ragazzo misterioso, taciturno e alienato (Ryan Gosling), di giorno meccanico e stuntman, di notte espertissimo autista "di fuga", si trova in seri guai dopo aver ceduto al primo vero sentimento nei confronti della vicina di casa (Carey Mulligan) e del figlioletto di lei.
Lo scorso autunno, per iniziale scetticismo (che manifesto sempre nei casi di pellicole letteralmente osannate dalla critica tutta), l'avevo mancato; poi l'onda di The Artist e Meryl Streep aveva fagocitato il mio interesse per quasi tutta la stagione degli awards. Il tarlo della scandalosa mancata candidatura di Gosling all'Oscar continuava però a rodermi, aumentando di conseguenza il mio desiderio di vedere questo prodotto.
Fino a pochi giorni fa.
Senza mezzi termini, infatti, Drive è un film bellissimo. Dagli strepitosi titoli di testa sulle note psichedeliche di Nightcall di Kavinsky agli estranianti boulevard losangelini, dalla satura e pastosa fotografia di Newton Thomas Sigel alla regia vagamente rétro di Nicolas Winding Refn, dalle esplosive e quasi insostenibili scene di violenza ai momenti di spiazzante quotidianità familiare: un mix azzardato ma riuscitissimo, e sorprendente per coinvolgimento ed eleganza.
Il cast, poi, è la classica ciliegina sulla torta, con un Ryan Gosling più che meritevole della (mancata) nomination: i suoi sguardi attoniti e i suoi gesti senz'ombra d'esitazione parlano molto di più di tante verbosissime sceneggiature.
Null'altro da aggiungere.
Assolutamente imperdibile.

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