12 agosto 2010

I Love You Phillip Morris

Cosa ne dite del CHIARISSIMO e più che esplicito poster giapponese?

E di quello russo? Carino, vero? (Ah, in entrambi i casi il manifesto recita "Ti amo Phillip Morris")

Con la locandina inglese i due attori principali si staccano, ma il messaggio è comunque chiaro.

Il manifesto internazionale, che verrà forse utilizzato negli USA, elimina il personaggio di McGregor, ma quasi esclusivamente per ragioni commerciali, dato che Carrey in diversi paesi del mondo è da solo una garanzia al botteghino. Sottolineo comunque il fatto che ho detto "quasi".
Ed ora prepariamoci alla catastrofe, cioè al poster di casa nostra.

Eccolo.
Titolo stravolto, ridicolo e fuorviante; McGregor (il cui nome è della stessa grandezza di quello di Carrey!) sbattuto sullo sfondo di destra; dulcis in fundo, tre immagini di Carrey che portano il futuro spettatore a pensare alla solita pellicola caciarona del protagonista, re degli istrioni.
Ebbene, mai marketing è stato meno competente e soprattutto lungimirante: la pellicola, infatti, è stata un autentico flop nei paesi in cui è già uscita (negli Stati Uniti uscirà presumibilmente in autunno dopo una serie incredibile di vicissitudini di ogni tipo) e nessuno (tranne chi si è debitamente documentato) ha capito di che razza di prodotto si potesse trattare.
I Love You Phillip Morris (mi rifiuto categoricamente di utilizzare l'obbrobrioso titolo made in Italy) è infatti la vera storia d'amore tra un esperto in truffe, tal Steven Russell (Jim Carrey) e un sensibile ragazzo incontrato in carcere, il Phillip Morris del titolo (Ewan McGregor), da cui il protagonista tenterà di non separarsi mai. Punto.
Troppo difficile da capire? No, non credo. Piuttosto, troppo difficile da digerire, da parte della distribuzione italiana, che Jim Carrey interpreti (e molto bene) un ruolo gay, in un film a tematica gay, con un paio di scene -gay- piuttosto "forti" e con un messaggio di fondo decisamente disturbante per gli ignoranti dinosauri del merchandising nostrano: si può arrivare davvero a fare di tutto per amore (gay).
Detto tutto ciò, il film è divertente, ben interpretato e con una regia quantomeno sperimentale: a parer mio, difetta in ritmo e in coinvolgimento e alcune circostanze, seppur volutamente eccessive, sono davvero risibili. Però tanto di cappello a due grandissimi attori -eterosessuali- che non si sono assolutamente risparmiati in quanto ad aderenza al ruolo e veridicità dell'interpretazione.
Nel complesso, più che vedibile. Ma non azzardatevi a chiamarlo con il nome italiano. Mai.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Come ha ragione.
Nilde