Ideata nel 2003 da uno degli autori di fumetti contemporanei più controcorrente, lo scozzese Mark Millar, Wanted è prima di tutto una graphic novel. L'unione artistica tra l’autorialità del britannico e lo stile dell'eclettico regista kazako Timur Bekmambetov fanno di questo prodotto una pellicola interessante sotto più punti di vista e, al contempo (ed è ciò che più interessa lo spettatore pagante), godibile.Rispetto alla graphic novel, gli sceneggiatori Michael Brandt e Derek Haas aggiungono uno dei concetti cardine della storia: i protagonisti sono dei veri e propri sicari che uccidono non per punire, ma per prevenire. E di suo Bekmambetov ci mette una continua ricerca di ritmo e adrenalina: ogni sua scena è un concentrato di espedienti e immagini prese da videoclip e altri recenti film d’azione.
Certo, dopo un paio d'ore non rimangono tracce indelebili nelle memorie degli spettatori, però il film è davvero divertente e i protagonisti sono fisicamente credibili, James McAvoy in testa.
Nulla di trascendentale, ma più che onesto. E di questi tempi è già parecchio.
1 commento:
sei troppo buono, secondo me non è nulla di che, con pure qualche scopiazzamento (venuto male) di Matrix. Detto ciò se non ci fosse la Jolie da guardare non varrebbe nemmeno la pena di andare al cinema. Aggiungo che più di un terzo del film ha delle inquadrature in movimento che se hai appena mangiato ti fanno vomitare tutto. Per fortuna siamo andati prima di cena. Vabè che al cinema non c'è niente di niente e uno si accontenta...
Ale.
Posta un commento