A questo punto lo posso dire: David Fincher non è il mio regista.Dopo i sopravvalutati Se7en e Fight Club, l'ex-regista di videoclip conferma, a cinque anni di distanza dal debolissimo Panic Room, di non avere il giusto appeal per il mio palato.
So benissimo che con queste affermazioni vado totalmente controcorrente, ma non posso far altro che rimarcare l'ennesima delusione dopo la visione di Zodiac.
E dire che Fincher aveva iniziato benissimo, firmando il tetro, riuscito ed incompreso terzo capitolo della saga di Alien.
Poi, la suddetta serie di film, che continua a non porre la parola "fine" al mio disappunto.
Zodiac è infatti un film sicuramente ben recitato (ottimi Gyllenhaal e Ruffalo, bravo Edwards), splendidamente messo in scena (costumi, scenografie, fotografia, location e trucco sono perfetti), ma che scivola via in un autocompiacimento piuttosto fastidioso man mano che il film procede verso un finale senza alcuna verve.
Lo script sembra infatti concepito più per un serial (o un tv show) che per una pellicola, e il risultato ne risente pesantemente, soprattutto nel secondo tempo. Complice il montaggio, rivisto più volte, e la durata, eccessiva e ingiustificabile (due ore e quaranta).
Tornando a Fincher, credo di aver raggiunto la conclusione che i suoi film, a mio avviso, sono pervasi da una spocchia e da un perfezionismo a stento tollerabili, e che sostanzialmente la forma prevalga sul contenuto.
In conclusione, un film da non evitare, ma sicuramente da non considerare come l'ennesimo "gioiellino" firmato da un cineasta un po' troppo innamorato del proprio ego.
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