14 marzo 2011

Scott Pilgrim vs. the World

Scott Pilgrim (Michael Cera) è un 23enne ancora preda di una forma di tardiva adolescenza sentimentale. Suona il basso in una band indie rock, come tutti quelli della sua generazione ha subito una severa formazione a base di videogiochi 8bit e cerca una storia d'amore "sicura" con una 17enne, esercitando nichilismo un tanto al chilo. Quando nella sua vita irrompe Ramona (Mary Elizabeth Winstead), newyorkese, bellissima, indie nell'animo e ribelle a modo proprio con capelli colorati, tutto passa in secondo piano, anche il piccolo particolare che, per poter davvero avere una relazione con lei, Scott dovrà combattere e soprattutto sconfiggere i suoi 7 ex, riuniti in una confraternita finalizzata ad indirizzare la vita futura della ragazza da loro (un tempo) amata (sinossi del film di Gabriele Niola dal sito MyMovies.it).
Tratto dalla graphic novel di Bryan Lee O'Malley, pressochè sconosciuta in Italia, Scott Pilgrim vs. the World è un film sicuramente godibile, non eccelso dal punto di vista intrinsecamente cinematografico, ma visivamente superbo e nel quale si notano davvero tutti i sessanta milioni spesi per la pellicola: peccato che in tutto il mondo questo prodotto non sia nemmeno arrivato a incassarne cinquanta, facendolo così entrare di diritto nei più grossi flop del 2010.
Insuccesso immeritato, quindi: scene di lotta (ben girate ma dozzinali) e fisiologico calo di ritmo a parte, il risultato è infatti a tratti esilarante, il cast si impegna a fondo e il regista utilizza in modo opportuno ed efficace la tecnica (non molto diffusa ai nostri giorni) degli stacchi in asse (quando il montaggio taglia da una scena ad un'altra completamente diversa, mantenendo invariata la composizione dell'inquadratura).
Comunque, un film sostanzialmente per appassionati videoludici o per una serata disimpegnata, stile pizza e birra.

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