06 ottobre 2008

Lezioni di cioccolato

Sciocchezzuola (o pastiche, come direbbe qualche "scritico") pseudo-moralista made in Italy, Lezioni di cioccolato è un prodotto che non convince, non diverte, non decolla.
Retto sulla dubbia espressività di Luca Argentero (altro bello senz'anima?), il film descrive le vicende di Mattia, cinico imprenditore edile umbro votato alla fede del "risparmio come massimo guadagno". Dopo aver rinunciato a costruire i ponteggi di sicurezza per il suo cantiere, si ritrova improvvisamente a far fronte ai ricatti di Kamal, uno sfortunato operaio egiziano caduto da un tetto e costretto al gesso dalla vita in su. Ragione del ricatto, un concorso da cioccolataio da frequentare sotto mentite spoglie – quelle di Kamal appunto, impossibilitato a partecipare – in cambio di una non denuncia per le condizioni disumane del cantiere...
Sgangherato, semplicistico nelle varie denunce (immigrazione selvaggia, razzismo, clandestinità, sfruttamento), sbagliato nel cast e svogliato nella regia: da vedere, se capita, in televisione.
Ma proprio se capita.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Lei è per caso l'autore dell'opera "Il sublime?" Solo l'autore di un tale capolavoro oserebbe o meglio potrebbe esprimersi con tanto sdegno nei confronti di una commedia dal tono leggero,niente affatto banale e più che apprezzabile.La prossima volta che scrive un commento rifletta bene sul genere che va a criticare: una commedia viene definita tale per la leggerezza dei toni; non si può pretendere una trattazione viscerale, profonda e drammatica dei temi sociali, non crede?
Giulia

Vittorio Guasti ha detto...

Grazie del commento, ne farò tesoro. Saluti.